CANTANTI, GRUPPI, VIDEO

mercoledì 14 novembre 2007

AS I AM (2007)


VOTO 5/5


L'ALBUM CHE INCORONA LA VOCE DELL'ANIMA

In un certo senso me lo aspettavo. Sapevo che questo album scritto all'età di ventisette anni avrebbe contenuto una passione e un'anima più matura, ma anche più sensibile. Alicia Keys è tornata con un lavoro che esprime al massimo le sue capacità interpretative e fa uscire lati vocali che non si erano mai sentiti con pezzi che si allontanano un po' dal consueto R&B e abbracciano un soul innovativo. Soul accompagnato da basi più complesse ed espresso da una voce che sembra non essere mai uguale e che soprattutto in questo album sembra soddisfare appieno le intenzioni di cantante e pubblico.


IL CD
Si parte con lo stile che ha contraddistinto anche i cd precedenti, cioè con l'INTRO tutto piano che poi si apre con un beat cupo che mai come in questo caso esprime un velo di angoscia e inquietudine. Poi, come nell'album precedente c'era KARMA, anche in questo abbiamo GO AHEAD che resta più nell'R&B e che esprime la forza femminile quando finisce un rapporto in cui l'uomo racconta bugie e sbaglia senza mai ammetterlo. Comincia il vero soul con SUPERWOMAN che come prima incorona la tenacia delle donne e la loro forza e lo fa con un pezzo delicato e con un ritornello delizioso dove si riconosce la voce di sempre. Ed ecco il singolo NO ONE, beat cadenzato e quasi hip hop per una canzone che ha sorpreso i fan per lo stile e la voce trasformata, ricca di trasporto e per questo adatta al tipo di canzone.
Ma è con LIKE YOU'LL NEVER SEE ME AGAIN che le orecchie sono in paradiso, arrangiamento soul e voce caldissima per una canzone d'amore in cui anche il coro aumenta questa dolce passione espressa nel testo che canta l'amore che va vissuto ogni secondo, perchè ora ci sei ma dopo non si sa mai quindi tutto va vissuto fino alla fine, ogni volta. LESSON LEARNED è ancora una chicca per chi ama il soul, stavolta anche molto orecchiabile ma assolutamente non commerciale. JOHN MYER che con la sua voce così pulita riesce anche con una collaborazione minima a far emergere la sua capacità vocale di addolcire ancora di più un pezzo semplicemente fantastico. Si torna al ritmo con WRECKLESS LOVE che ricorda un po' le vecchie canzoni di Alicia Keys anche se completamente differente da esse. Partenza ritmata ma pacata per poi uscire con più tenacia nel ritornello cantato con grande convinzione dalla Keys.
Ecco quella che secondo me è la canzone che meglio rappresenta il cambiamento della cantante di New York. Con il suo piano ed una voce che lascia davvero il segno, pelle d'oca e brividi in THE THING ABOUT LOVE. Un pezzo così ricco di amore appunto, raccontato in tutto il suo insieme, sia nelle cose belle che in quelle brutte, tutto in modo magistrale. E che dire della voce della Keys, qui credo che senza acuti da strapazzo nella prima parte riesce a far capire di che pasta è fatta spazzando via ogni diretta concorrente o presunta tale. Davvero sublime. Si passa alla spensieratezza con TEENAGE LOVE AFFAIR e la sua leggerezza come in un amore fra adolescenti, come racconta il brano. Intro tutto batteria per I NEED YOU che esprime ed esalta il beat e la musica nera. Ancora i cori a far fare il salto di qualità al pezzo che non eccelle ma che di certo non fa schifo. WHERE DO WE GO FROM HERE, inizio stile anni cinquanta e poi il basso che apre la strada alla voce potente e conosciuta già dal pubblico. Un break romantico con PRELUDE TO A KISS, piano armonioso e di nuovo un minuto di trasporto. Pezzo orecchiabile e molto da colonna sonora con TELL YOU SOMETHING (NANA'S REPRISE) dedicato all'amata nonna e che proprio per questo riesce a far uscire una voce piena di dolore, ma che è così certa dell'amore che prova da rendere tutto il pezzo la più bella canzone d'amore dell'album. Si finisce con SURE LOOKS GOOD TO ME, strofa impeccabile e l'anima della Keys sembra non essersi espressa completamente perchè anche nell'ultima traccia esce una sfumatura in più.
Molti cercano di creare rivalità fra Alicia Keys e Beyonce, o Joss Stone che stilisticamente si avvicina di più. Io credo che dopo questo cd non ci sia "trippa per gatti". La Keys ha il suo stile che grazie anche a KRUCIAL esce a schiaccia come un sasso tutti quelli che la vedevano un gradino sotto le grandi della musica. I paragoni non vanno fatti, sia Beyonce che Joss Stone hanno stile e pubblico diverso. Ma a chi piace la musica vera, quella che ricordi anche un po' le voci della storia del Soul e Jazz, questo cd può solo essere un vanto di aver vissuto ai tempi di questa interprete e musicista ricca di talento e che con la sua voce riesce ad esprimere uno stato d'animo che ha una sua faccia, che si percepisce solo grazie all'etere.

martedì 13 novembre 2007

MENTRE TUTTO SCORRE (2005)


VOTO 3.5/5


FUORI A SANREMO, SUBITO IL SUCCESSO

Che importa se le loro canzoni sono orecchiabili e molto pop. Intanto i Negramaro, gruppo salentino, sono riusciti ad entrare nella testa e nel cuore di giovani italiani che hanno sin da subito apprezzato la loro musica e i testi contorti ma resi profondi dalla voce espressiva del front man Sangiorgi. Visti quali sono i cantanti italiani e soprattutto i gruppi del bel paese a mantenere lo stesso livello di successo come loro, posso dire che i Negramaro sono la prima band italiana. E' vero che ce ne sono state e ce ne sono tutt'ora altre, ma fare buona musica e restare commerciale è un duetto che fino ad ora nessuno è riuscito a portare equamente avanti.


IL CD

La partenza soft e orecchiabile di NELLA MIA STANZA infonde un senso di una strana calma apparente accompagnata da una musica melodica che ci trasporta nell'atmosfera nostalgica passionale che poi racchiude tutti gli altri brani. Ed ecco il primo singolo, portato a Sanremo e uscito la prima sera, MENTRE TUTTO SCORRE che da il nome all'album e ad un testo contorto che però esprime in llinea di massima la rivalsa verso qualcuno che è stato un vigliacco e che ferisce le persone. Chissà perchè poi questo coniglio è verde?

SOLO 3MIN è una bella ballata, che dice tutto e niente, nel senso che spiega come in tre minuti si può sapere tutto e rovinare tutto, ma come in questi tre minuti ci sia quasi tutto di sè cantato con la voce calda e passionale di Sangiorgi e una base romantica e contagiosa nel ritornello. MUSA(STANCA DI ESSERE) e I MIEI ROBOT non sono niente di eccezionale, anzi insieme a SUI TUOI NEI sembrano essere pezzi da mettere per far numero, ma sono così simili fra loro e ad altri pezzi che passano lentamente e rovinano un po' l'album che tuttavia vede i suoi pezzi forti solo nei singoli e l'ultima canzone SOLO PER TE, ballata romantica e stupenda tutta piano e voce per poi un lungo finale con il sax che aggiunge il trasporto passionale che non mancava ma che era velato dalla malinconia del testo.
ESTATE è stata il tormentone dell'estate non a caso, testo assolutamente criptico ed ermetico ma che tutti, anche i muri hanno imparato a memoria e che ha la sua forza nell'arrangiamento pop. OGNI MIO ISTANTE è un'altra romantica ballata, sempre ad esprimere un'inferiorità, una debolezza in più rispetto alla persona amata. NUVOLE E LENZUOLA porta ogni volta una carica di energia che esplode al ritornello e che ti fa venire voglia di saltare e urlare al cielo il ritornello. Pezzo di grande successo soprattutto dal vivo perchè capace di travolgere e trascinare completamente il pubblico. L'IMMENSITA' è una cover ben riuscita, cupa ma cadenzata e che mette in risalto le qualità vocali di Sangiorgi comunque già espresse precedentemente. SCOMODA-MENTE è l'unico pezzo insieme a SOLO PER TE che rende giustizia alle canzoni non uscite come singoli e che alterna il piano alla potenza della chitarra modellando energia pura.

Un buon disco d'esordio che è entrato subito dentro la testa dei fan con le sue melodie e con i suoi testi romantici. E pensare che uscire subito da Sanremo ha solo portato fortuna ai Negramaro. Se avessero vinto il Festival forse sarebbero riusciti a sfondare ugualmente, ma questa è stata la dimostrazione che il pubblico giovane non si appassiona al Festival della musica Italiana e che evidentemente la tv rovina chi vuole fare musica e perchè no, anche successo ma esclusivamente grazie ad essa.
SOTTO IL VIDEO DI "ESTATE", DIRETTO DA SILVIO MUCCINO

giovedì 8 novembre 2007

LIFE IN CARTOON MOTION (2007)


VOTO 3.5/5


MIKA SARA' IL NUOVO FREDDY MERCURY?

Perdonatemi il banale gioco di parole, ma questo interrogativo ha spaccato in due il pubblico che apprezza il cantante rivelazione di quest'anno. Certamente è un azzardo paragonare Mika al grande Freddy Mercury, anche perchè credo che non ci potrà mai essere un altro Mercury, come un altro Morrison o Hendrix che sia. Ognuno deve diventare qualcuno grazie a se stesso ed essere ricordato con il proprio nome e per il proprio talento, non per un paragone che certamente fa sempre piacere ma che non rende davvero merito al proprio successo. E se il chitarrista dei Queen BRIAN MAY ha scritto al neo talento franco-libano-anglo-statunitense un motivo ci dovrà essere. E infatti c'è: canzoni ballabili e leggere cantate con una voce potente e duttile e accompagnate dal piano suonato dallo stesso Mika, che in certi pezzi devo ammettere ricorda davvero l'indimenticato front man dei Queen.


IL CD

Dieci pezzi, undici se si considera la traccia nascosta. Insomma, poche canzoni ma capaci di rallegrare la giornata e che passano senza essere pesanti o noiose. Il pezzo che apre l'album è anche il primo fortunato singolo GRACE KELLY, davvero geniale sia nell'arrangiamento che nella parte vocale, che trascina letteralmente nel ritornello straballabile. Ancora un pezzo da ballare e molto incisivo, LOLLIPOP, che evidenzia una grande capacità interpretativa e coinvolgente nelle strofe che riprendono la grande personalità musicale di Mika. Si cade un po' nel pop commerciale di tutti i giorni con MY INTERPRETATION, ma la canzone è leggera e i tre minuti e mezzo passano presto. Il terzo singolo LOVE TODAY mette in mostra tutte le capacità vocali e nelle strofe non si può non notare la somiglianza con JUSTIN HAWKINS dei the Darkness. La spensieratezza la fa da padrona, poi si lascia spazio ad una bella base che ormai è il tormentone (secondo singolo) RELAX,TAKE IT EASY che non stanca ancora i fans che la segnalano con LOLLIPOP e LOVE TODAY fra le canzoni migliori del cd.

Più atmosfera con ANY OTHER WORLD. Tastiera e poi violini che avvolgono l'ascoltatore nel calore della traccia e della voce di Mila. BILLY BROWN parte con piano e voce e canta di un marito che nasconde dietro una vita coniugale normale la sua omosessualità. Non una situazione così paradossale nello UK a detta dello stesso cantante. BIG GIRL (YOU ARE BEAUTIFUL) è l'inno delle donne con qualche chilo in più, che certamente vivono meglio di chi si cruccia troppo del peso rischiando anche molto. In questa canzone esce molta simpatia e solidarietà. STUCK IN THE MIDDLE è una buona traccia, ritmata e sempre con il piano a farla da padrone. HAPPY ENDING conclude l'album con un pizzico di nostalgica malinconia anche grazie ai cori che accompagnano la voce emozionante del cantante inglese. E dopo alcuni minuti di silenzio ecco le note quasi da atmosfere medievali di OVER MY SHOULDER, tutto puntato sulla voce e che ci abbandona con un filo di tristezza che riesce a dare profondità ad un album sostanzialmente allegro e leggero.
Ottimo esordio e futuro tutto da scoprire. Il talento c'è e anche la capacità di fare canzoni più impegnative e impegnate perchè i margini di miglioramento ci sono sempre. Si dice che Mika collaborerà con MADONNA nel prossimo disco della cantante ed è una vetrina che lui si merita e che non può che giovare al suo nascente e giovane (ventitre anni) talento.
ECCO IL VIDEO "BIG GIRL" POCO TRASMESSO NEI CANALI MUSICALI ITALIANI.

martedì 6 novembre 2007

JAGGED LITTLE PILL (1995)


VOTO 5/5


LA RABBIA DEGLI ANNI 90

In ogni genere, tutti quei nomi che sono passati alla storia erano quelli di ragazzi o ragazze che cantavano o suonavano uno strumento facendolo da Dio. Ma c'è anche un altro caso: il cantante o la cantante che è portavoce di se stesso e che canta un bisogno impellente da esprimere. Alanis Morissette è stata una di queste, perchè quando uscì con questo album era davvero incazzata nera col mondo e a ventanni poteva essere normale, ma non troppo per una ragazza. L'ironia tagliente, la sincerità diretta e una bella voce accompagnata da orecchiabili melodie sono stati gli ingredienti di questo lavoro, da avere per tutti quelli che vogliono in mano una delle tappe della musica di tutti i tempi. Poi Alanis Morissette ha sfogato la sua rabbia e si è ritrovata a fare canzoni pop o addirittura disco perchè il tempo passa e i bisogni cambiano, ma a quei tempi lei è stata la prima donna dopo anni a farsi sentire senza puntare solo sull'immagine e puntando su quello che aveva da dire.


IL CD

L'apertura con l'armonica (suonata dalla Morissette) in ALL I REALLY WANT è così anni 90 che sentirla adesso fa strano, ma poi la canzone scivola e questa ricerca di pace nel testo ti contagia. Il primo singolo estratto, che è stato anche quello che ha subito messo in luce la cantante canadese, è YOU OUGHTA KNOW, che per la prima volta sfoga la rabbia di una che è stata lasciata dal ragazzo per un altra ed è talmente irriverente che ti fa quasi venire voglia di essere lasciata per poterla anche tu cantare al tuo ex. Da notare le collaborazioni di Flea e Navarro dei Red Hot. Con PERFECT c'è più malinconia nella melodia soft in cui si canta l'impossibilità di essere perfetti e il disagio che si prova quando quelli intorno invece vogliono che tu lo sia. Grande prova di ironia sottile cantata con un velo di amarezza. HAND IN MY POCKET va avanti con tanti ma, fra cui i migliori sono "I'm here but I'm really gone" e "I'm brave but I'm chicken shit" (sono qui ma sono davvero andata e sono coraggiosa ma sono cacca di pollo). Una formula confusionaria nel fine ma semplice nel mezzo, che riesce a rendere l'idea di chi si descrive così. RIGHT TROUGH YOU riporta il femminismo in primo piano, sempre visto però in forma personale contro gli uomini che vedono la donna come oggetto sessuale.
Grande pezzo FORGIVEN che ha nella strofa la parte lenta ironica e in quella movimentata la grinta di dire che si deve pur sbagliare per imparare anche andando contro i principi della religione, o meglio della chiesa. YOU LEARN è un inno alla vita, si collega al senso di FORGIVEN cantando il "dovere" provare un po' tutto per poter imparare. Ottimo singolo e famoso il video in cui lei indossa la tuta della stessa marca ma di colori diversi, tanto per rendere l'idea della metafora con i colori della vita.
Ed ecco il tema relazione amorosa cantanto con un filo di sarcarsmo in HEAD OVER FEET, poi la ballata del disco MARY JANE dove viene espressa magistralmente, grazie anche alla splendida voce della Morissette, l'empatia verso chi sta male, chi si nasconde e non riesce a prendere in mano la propria vita. Canzone davvero favolosa. Ed ecco verso la fine la chicca, il singolo che ancora tutti o quasi tutti conoscono a memoria: IRONIC. Davvero un'ironia tagliente, a volte sembra confinare verso un'ironia macabra e che sta con tutti e due i piedi nel cinismo assoluto, ma per questo fantastico pezzo da cantare e ascoltare gustandolo appieno. Il ritornello lascia una spensierata consapevolezza della vita che fa paura se si pensa che è stata scritta dalla mano di una ventenne, mentre oggi è dura sentire canzoni di questo genere da ragazzi della stessa età: chissà perchè...

Le ultime due canzoni (NOT THE DOCTOR e WAKE UP) sono buoni pezzi, niente di speciale ma passano via canticchiabili e concludono ottimamente un disco generazionale che resta sempre nel tema della ribellione giovanile a schemi troppo impostati.
Questo cd ha venduto non so quanti milioni di copie, ma spesso ci si dimentica dell'importanza dell'album nel mondo musicale e si pensa alla Morissette come quella nuda che canta THANK U o che ora fa canzoni pop/disco che sembrano non poter uscire dalla stessa bocca che ben dodici anni fa cantava la propria indisposizione verso il mondo avverso. Io però voglio tenermi questo cd perchè riesce a riportarmi ai tempi in cui anche se ero piccola ci sentivo bene e mia sorella ascoltava queste canzoni così spesso che dopo anni, cresciuta e più cosciente musicalmente, le ho riascoltate ed è stata un' emozione meravigliarmi di sapere già tutte le melodie. Poi ho letto i testi e ho capito perchè questo album è stato un successo.
LIVE DEL PEZZO MARY JANE (ALZARE IL VOLUME)

SHOCK VALUE (2007)


VOTO 3/5


FEATURING:OTTIMI, QUALITA':BUONA

Timothy Mosley è uno dei più grandi producer del mondo da dieci anni buoni. Si sa e si sente nelle sue basi, eclettiche, potenti, trascinanti. Dopo tanti anni passati a fare ottima musica per chiunque ha capito che il momento buono per lui era arrivato adesso, dopo aver lavorato a braccetto con Justin Timberlake, Nelly Furtado e qualsiasi cantante o gruppo avesse avuto bisogno di un lancio o di un rilancio. SHOCK VALUE è il prodotto di anni di musica, ma francamente non riesce a far uscire tutto il Timbaland che abbiamo imparato a conoscere col tempo. Tantissimi featuring, è chiaro che il suo talento non arriva all'interpretazione solista, non del tutto. Nonostante ottime collaborazioni le basi tendono ad essere un po' ripetitive, ma con grandi picchi di qualità.


IL CD

La prima traccia è OH TIMBALAND e non è male considerando che c'è solo la sua voce ed una base che parte con il giro di piano e il clap delle mani che porta poi al tipico "bounce" che lo contraddistingue. Il primo singolo GIVE IT TO ME è il punto di forza perchè è il primo singolo e l'aiuto di Nelly Furtado e Justin Timberlake nel cantarlo con lui non è da poco, anzi è quasi tutto. Il beat è ottimo anche se va ad accozzare con le orecchie le prime volte, poi il ritornello rende tutto più orecchiabile e alleggerisce la canzone. RELEASE sembra cantata solo da lui, ma in realtà duetta con Timberlake in un pezzo ballabile che punta tutto sul ritmo. THE WAY I ARE è il secondo singolo e non si può non notare la somiglianza con MY LOVE di Timberlake. Questo pezzo però è da discoteca ed è innegabile che non ti venga da ballare se venisse messo a palla nei club o ad una festa. BOUNCE è un po' l'essenza del vecchio Timbaland, quello che collabora con Missy Elliott che si fa sentire come sempre nella sua strofa e un certo Dr Dre che non è nato ieri, poi ancora Timberlake in una canzone più cupa nell'atmosfera e che stavolta punta sulla parte cantata nonostante la splendida base.

Uno stampo hip hop per COME&GET ME con 50 cent, poi l'album si appiattisce ed è difficile reggere molte canzoni troppo simili fra loro, anche se non è che le basi le ho fatte io o qualsiasi altro scellerato e lo stile si sente, ma non varia. Così si accavallano KILL YOURSELF, BOARDMEETING, FANTASY, SCREAM, MISCOMMUNICATION e BOMBAY (queste ultime due sembrano un continuo di SUMMER LOVE di Timberlake e PROMISCUOUS di Nelly Furtado). Un po' di energia con le chitarra e l'immediatezza dei The Hives in THROW IT ON ME,rapida ed immediata. Dopo una discreta TIME ecco ONE&ONLY, seconda collaborazione con i Fall Out Boy che si distinguono grazie alla voce del frontman. Una buona traccia che porta alle ultime due canzoni, APOLOGIZE e ONE MAN SHOW. La prima delle due vede Timbaland da solo mentre l'ultima in compagnia di Elton John al pianoforte per una buona chiusura.

Insomma, mi aspettavo di più da Timbaland perchè lo ritengo uno dei più bravi a fare basi e interpretarle. Ovviamente prima di lui ci sono DR Dre e Missy Elliott che sono spaventosamente bravi nel sapere cantare sopra le loro creazioni. Forse doveva aspettare un po' prima di far uscire il cd, magari levando qualche canzone o variando un po' i generi, che sono troppo sul Funky Hip Hop e non riescono a spaziare come in realtà avrebbero potuto fare se solo lui avesse voluto. Scelte di lavoro che comunque sono apprezzate viste le numerose vendite e che infondo fanno di SHOCK VALUE un buon cd per chi apprezza Timbaland.
SOTTO L'ESIBIZIONE LIVE AGLI VMA 2007
(DO IT,THE WAY I ARE,LOVE STONED,GIVE IT TO ME)

BACK TO BLACK (2007)


VOTO 4/5


LA MALEDETTA VOCE DI AMY
Eye Lyner a volontà, capelli di una lunghezza spropositata e spesso raccolti in modi impossibili, peso corporeo quasi da bambina, Tatuaggi discutibili su tutto il corpo e vita spericolata, anche troppo per avere ventitre anni. Questa è la nuova Amy Winehouse, quella che ha sofferto per amore e che si è buttata sull'alcool e sulle droghe scrivendo e cantando canzoni autobiografiche intime e di ottimo livello. Una voce di altri tempi e una vita di altri tempi, ma non troppo viste le recenti pop star che si perdono nello spietato mondo dello showbiz. Però la Winehouse ha qualcosa in più: la sua voce, che esprime al meglio la sua personalità in base agli stati d'animo. In questo cd esce fuori tutto con passionale menefreghismo, solitudine, dolcezza, sofferenza per aver perso il suo amore (il neo marito Blake tanto discusso ma tanto amato dall'inglese). Un amore estremo che ha dato vita a questo lavoro che può davvero mettere la Winehouse fra quelle voci che possono restare nella storia. Ma sta a lei non sciupare l'occasione.


IL CD

Come meglio aprire il cd se non con una canzone che parla di non voler andare a disintossicarsi? REHAB è la colonna sonora di tutte le star che cadono nel baratro e mai come in questi ultimi tempi è un argomento giornaliero. Però la Winehouse ci mette la sua faccia, così indisposta verso tutti che sembra sempre prenderti in giro con la sua naturale e ingenua sfacciataggine. YOU KNOW I'N NO GOOD segue un po' la prima traccia ed è anche il secondo singolo, che racconta la difficoltà ad avere una relazione quando si è difficili caratterialmente e si pensa ancora all'ex affogando nell'alcool. Base davvero ottima, beat coinvolgente che rende il soul quasi un R&B che non ha niente da invidiare a quello di Mary J Blige o Alicia Keys. ME & MR JONES è semplicemente fantastica, la voce della Winehouse si esprime al massimo già nei primi secondi, e sono suoi anche i cori e la chitarra che viene accompagnata da una base così deliziosa che ti viene voglia di tornare indietro agli anni quaranta e ballare stretta al tuo lui. JUST FRIENDS vede ancora la cantante alla chitarra per un pezzo più soft ma comunque interessante nelle melodie, ma è con BACK TO BLACK che si arriva all'apice della qualità, proprio nel mezzo dell'album. La canzone che intitola l'album e che racconta mostruosamente bene il dolore per essersi lasciata con il suo amore (Blake) vede una base stupenda che suonata dal vivo è meno cupa di questa versione, ma sempre ottima per il "palato" delle nostre orecchie e che ricorda nel ritornello le colonne sonore di 007.

Da qui comincia a scendere l'intensità delle canzoni ma non la qualità. LOVE IS A LOSING GAME riporta al Jazz dei primi tempi con una delicatezza vocale che nelle canzoni precedenti non era ancora uscita e che non fa altro che aggiungere meriti alla Winehouse. TEARS DRY ON THEIR OWN è ancora talmente autobiografica che nonostante parli sempre del dolore di essere stata lasciata non stanca grazie all'arrangiamento musicale sempre caldo e coinvolgente. WAKE UP ALONE è davvero splendida. Talmente malinconica che ti verrebbe voglia di consolare la cantante che esprime al meglio la solitudine di svegliarsi da sola dopo tanto tempo passato in coppia. Le ultime SOME UNHOLY WORLD e HE CAN ONLY HOLD HER chiudono il cd parlando della solidarietà per il proprio uomo e il senso di non starci con la testa e col cuore che si prova stando con qualcuno ma pensando ad un altro (ancora Blake).

Un lavoro che fan ben sperare per il futuro e che non può non far venire voglia di sentirlo dal vivo, incrociando le dita con il desiderio che Amy Winehouse non sia ubriaca o fatta da sbiascicare a oltranza. La voce c'è, la vita spericolata pure troppo,ma i presupposti per entrare nella cerchia di quei pochi/e cantanti che restano scritte nella storia della musica ci sono eccome. Certo che la cantante inglese deve mettere su qualche chilo e cercare di non uccidersi troppo in fretta, è troppo giovane per rovinarsi la vita e troppo talentuosa per sprecare l'occasione.
L'ULTIMO SINGOLO BACK TO BLACK IN UN VIDEO MOLTO RETRO'.

martedì 30 ottobre 2007

BLINK 182 (2003)


VOTO 3.5/5

L'EPILOGO MATURO

Di solito è il primo album ad avere il nome omonimo del gruppo, in questo caso i Blink 182 hanno deciso di fare il contrario forse per ricordare ai fans il loro contributo all musica e anche per segnare un cambiamento stilistico proprio nell'ultimo lavoro dei tre californiani. Questo ultimo cd è più curato, soprattutto musicalmente ma anche tematicamente. I suoni non sono più grezzi, anzi sono lavorati per essere puliti ma immediati e i testi sonomeno leggeri rispetto ai primi album e più contorti nell'interpretazione.


IL CD

Molti hanno criticato questo cambiamento, soprattutto per la qualità meno punk delle canzoni. Io invece l'ho apprezzato riuscendo a capire le esigenze dei componenti della band, che sulla soglia dei trenta, con moglie e figli, hanno sentito il bisogno più che il dovere di affrontare magari gli stessi temi ma in modo molto più razionale e meno istintivo.

La prima canzone è anche il primo singolo estratto, FEELING THIS. Canzone che parla del sesso e dell'amore, mettendo a confronto la parte passionale e fisica con quella sentimentale. Bell'intreccio delle voci dei due frontman Hoppus e Delonge. OBVIOUS è molto energica e già qui si sente come il suono della chitarra sia potente ma pulito, mentre in I MISS YOU già il beat rende tutto più particolare e anche la chitarra è soft lasciando spazio ad una canzone molto pop ma con uno stampo quasi Alternative. VIOLENCE è un'altra sorprendente dimostrazione di maturità. Ancora beat sofisticato, voci modulate del bridge più azzeccato degli ultimi tempi.Prima di STOCKHOLM SYNDROME c'è un bel interlude di una lettera che il nonno di Mark scrisse durante la seconda guerra mondiale alla sua amata e allieta prima della partenza della chitarra. Non so quanto la canzone dopo possa essere attinente al titolo che da il nome appunto alla sindrome dell'ostaggio che col passare del tempo sente un profondo legame simbiotico col suo detentore. DOWN è stilisticamente molto poetica e parla della nostalgia della persona amata.


THE FALLEN INTERLUDE fa da break prima di un energica e breve GO che forse tratta un'esperienza di vita di Hoppus ed è subito immediata e bruciante. ASTHENIA ha un intro forse troppo lungo, ma serve per creare l'atmosfera di un'astronauta solo nello spazio, che nonostante ciò non sa se tornare indietro. Una metafora su chi non vede più una vita davanti per delusioni e dolori. ALWAYS è una specie di ballata su due che vedono la loro relazione morire ma che vogliono farla sopravvivere in qualche modo. EASY TARGET calca un po' lo stile dei vecchi Blink ed è piacevole risentire quella chitarra sparata al ritornello con un brigde caotico ma che si stampa in testa. ALL OF THIS è il pezzo migliore e non solo per la collaborazione di SMITH dei CURE che con la sua voce calda e quasi stonata crea da sola l'atmosfera giusta, ma anche il beat e la chitarra riescono ad avvolgere il testo cantato e creare quella nostalgia canaglia velata di malinconia che si prova quando si è quasi sottomessi volontariamente a qualcuno. HERE'S YOUR LETTER non è niente di eccezionale, mentre I'M LOST WITHOUT YOU parte in sordina ma riesce a catturare l'attenzione e alla fine si lascia spazio a BARKER con più di un minuto di melodia e batteria fino al colpo finale di basso.


Un ultimo lavoro che lascia l'amaro in bocca, perchè i Blink 182 sono uno di quei pochi gruppi di cui vai a comprare il cd appena esce perchè sai che ti piaceranno le canzoni e perchè su ogni cd ci sono sei-sette pezzi che difficilmente si dimenticano. Questo ultimo lavoro è un po' diverso, ogni canzone ha qualche particolarità e forse se avessere continuato a maturare avrebbero potuto fare altri buonissimi dischi senza cadere troppo nella routine. Ma evidentemente i rapporti personali o le esigenze musicali hanno fatto prendere a DELONGE una strada più verso l'alternative/new wave mentre Hoppus e Barker sono rimasti ancorati e fedeli allo stile punk rock pop di sempre. Scelte da accettare e comunque la musica dei Blink 182 la ricorderanno molti ragazzi come fase di transizione da ragazzo a uomo, o presunto tale.

TAKE OFF YOUR PANTS AND JACKET (2001)



VOTO 3/5



INNO ALLA SPENSIERATEZZA

I Blink 182 rappresentano la generazione punk rock incazzata e leggera, che pensa a mandare a fanculo tutti e si interessa solo di ragazze/i con tutti gli annessi connessi. Dal 98 al 2002 il gruppo californiano è stato il portavoce di questo insieme di ragazzini con i pantaloni più bassi delle mutande, larghi a dismisura e quasi sempre neri. abbinati a magliette ancora più larghe e cappellino con visiera messo in testa di traverso. Insieme ai Green Day dei primi tempi i Blink rappresentamo questo, un ammasso di ragazzini e ragazzine coi pircieng e tatuaggi che se li fanno per andare contro chi non li accetta, non tanto per piacere personale. Dal punto di vista musicale i Green Day sono stati e sono superiori, ma il suono all'inizio un po' grezzo e principiante dei Blink si è cominciato ad affinare restando sempre nella semplicità immediata del punk rock.

IL CD

In questo penultimo lavoro della band ci sono due tipi di canzone: il primo insieme contiene tutti testi su ragazze, sesso e fine di una storia; il secondo insieme racchiude meno canzoni che parlano di una ribellione verso società, tradizioni e il sistema in generale.

Si parte con ANTHEM PART II che appunto ammonisce la mancanza di una guida per i giovani che si sentono un po' persi per colpa del sistema, ma che non si vogliono fare chiamare stupidi o incapaci. Il basso che apre ONLINE SONG è subito melodico e accompagna la voce di Hoppus che canta le vicende di una storia finita fra due teenagers. FIRST DATE è il terzo singolo estratto dal disco che parla del primo appuntamento in modo molto simpatico e abbastanza veritiero, tutto accompagnato da un buon giro di chitarra nel ritornello. HAPPY HOLIDAY YOU BASTARD è rapida e aggressiva ma solamente un banale sfogo ricco di insulti molto punk ma di certo non da ricordare per meriti musicali. Invece più interessante è l'arrangiamento di STORY OF A LONELY GUY che parla di solitudine e che vede il primo passo avanti della band per suoni e testi più maturi, ma pur sempre stra orecchiabili e più punk pop. THE ROCK SHOW è il primo singolo che ha lanciato questo lavoro, sicuramente lo stile Blink è espresso pienamente e considerando che è uscito a fine primavera è la canzone dell'estate 2001 per eccellenza. Il ritornello e la fine sono le cose più riuscite. STAY TOGETHER FOR THE KIDS (secondo singolo) è un po' la ADAM'S SONG dell'album, parla di problemi familiari visti dagli occhi dei figli e un profondo malessere nel vivere male tutta la situazione sentendo un profondo senso di ingiustizia. ROLLER COASTER parte con riff di chitarra e basso, con il testo che parla del ricordo di un amore. Altra prova di maturità con RECKLESS ABANDON con un inizio lento e malinconico di DELONGE e poi la chitarra con un riff azzeccato e tutta la canzone molto coinvolgente, compreso un bridge molto rapido ma che si imprime subito nella mente.

La cover EVERYTIME I LOOK FOR YOU è forse un po' troppo caotica ma con il chorus orecchiabile. GIVE ME ONE GOOD REASON tratta ancora il tema adolescienziale del sentirsi diversi anche solo per il modo di vestire e traccia un po' una divisione fra maschi e femmine. La penultima traccia SHUT UP è un completo vaffanculo verso qualcuno che vuole imporre qualcosa con la forza, ma ancora una traccia troppo caotica e la voce di Hoppus tende a stancare alla fine della canzone. PLEASE TAKE ME HOME è la canzone che chiude, a parte le varie bonus tracks presenti, l'album in modo leggero ma molto melodico, parlando di una coppia un po' diversa e che non riesce a trovare un punto in comune.

L'ultima cosa da dire su questo cd è l'evidente miglioramento da parte di TOM DELONGE sia musicalmente che nel componimento dei testi e la sua esecuzione, mentre MARK HOPPUS è un buon bassista ma per i suoi testi tende ad essere ancora un po' banale e scontato. La batteria non ha un ruolo fondamentale in questo cd, ma TRAVIS BARKER picchia forte e si sa, ma non è l'elemento principale anche se sempre fondamentale, soprattutto nel punk rock. Considerando la semplicità dei Bink questo è un buon album che può allietare l'estate o semplicemente una serata.

SOTTO IL VIDEO DEL SINGOLO STAY TOGETHER FOR THE KIDS





venerdì 26 ottobre 2007

UNPLUGGED (2005)


VOTO 5/5


UN BRIVIDO PERFETTO

Si sa che il marchio americano è quello della perfezione. Basta guardare lo sport, o anche una delle tante feste nazionali made in USA per capire come tutto deve essere studiato a puntino ed essere provato e riprovato finchè anche i capelli si muovano allo stesso modo della volta precedente. Anche in questo Unplugged di Mtv è tutto praticamente studiato e ripetuto a memoria, senza colpi di scena, vocalizzi improvvisati o microfoni spenti al momento sbagliato. Potrebbe andare a stufo un live così, ma quando c'è in primo piano qualcosa che già per conto suo rende tutto magico il resto passa in secondo piano e non rende questa magia pesante. Questo qualcosa è la voce di Alicia Keys, passionale, precisa, potente... praticamente perfetta.


IL CD

Citare tutti i pezzi sarebbe noioso e toglierebbe il brivido regalato al primo ascolto dell'album, che si apre con una preghiera cantata e subito con il ritmo di KARMA e HURT BURNIN, accorciate e riarrangiate per l'occasione. Non c'è niente fuori posto e tutto è splendido mentre la Keys intona A WOMAN'S WORTH come se fosse la prima volta e con il coro che è sempre puntuale e in assoluta armonia e fintamente improvvisato in alcuni momenti. Il nuovo pezzo UNBREAKABLE come STOLEN MOMENTS non è niente di stratosferico, ma sempre coinvolgente. Il massimo comincia con la cover HOW COME YOU DON'T CALL ME rivisitata e decisamente più accattivante rispetto a quella registrata per l'album d'esordio. La potenza e la passionalità hanno secondo me il suo apice con IF I WAS YOUR WOMAN, in questa versione soft che poi si apre alla fine che riesce a spiegare perchè certe cantanti possono solo essere apprezzate e ammirate dal vivo, cioè quando tutto è immediato. Ancora melodia con IF I AIN'T GOT YOU, pezzo amato dalla Keys e che a detta sua non riesce mai a stancarsi a cantarlo ogni volta.

Una piccola "pausa artistica" con una cover e un pezzo recitato tratto dal libro della Keys con sottofondo molto suggestivo, per poi tornare ai grandi livelli grazie alla canzone WILD HORSES dei Rolling Stones e il duetto con ADAM LEVINE, prima collaborazione del live. Davvero due voci talmente armoniose ma allo stesso tempo malinconiche per una poesia scritta da Mik Jagger e Keith Richard da riuscire a esaltare in tutto il suo splendore dialettico e musicale un'ennesima perfetta rivisitazione della versione originale tutta chitarra e voce. Pezzo commovente e di livello superlativo, grazie anche a Levine. Dopo di nuovo una hit, DIARY, che ancora si rinnova dalla versione del disco anche grazie alla splendida voce dell'unico corista uomo a disposizione della Keys che regala un finale emozionante, in acuti passionali e molto molto black. YOU DON'T KNOW MY NAME segue quasi fedelmente il pezzo registrato e poi FALLIN', che accenna al gospel sia all'inizio che alla fine, ma soprattutto l'intro trasporta tutti alla strofa e ritornello, ancora più accentuati nei vocalizzi estremi e poi un bridge assolutamente PERFETTO, che regala l'ultimo grande brivido.

Per me poteva concludersi tutto così, ma ci sono ancora due pezzi in medley che vedono la partecipazione di COMMON, DAMIAN MARLEY E MOS DEF che rendono forse tutto un po' caciarone rispetto alla classica linea degli Unplugged, ma come non si fa a perdonare questo piccolo neo ad un live così. E' tutto così perfetto e studiato a memoria che pensarci potrebbe togliere l'entusiasmo che l'album ti regala, ma poi pensi che è impossibile che anche la Keys e i suoi coristi non si emozionino quando si sentono così, come fossero un'unica cosa con la musica. Quella vera.

ECCO LA MAGIA DI WILD HORSES FEAT. ADAM LEVINE

martedì 23 ottobre 2007

SONGS ABOUT JANE (2003)


VOTO 3,5/5


UN SUONO NUOVO DA L.A.

Sentire questo cd per la prima volta non mi ha provocato nessuno sconvolgimento. Forse perchè troppo abituata ancora a certi stili e generi sempre più simili e ripetitivi. Dopo vari ascolti però sono riuscita a cogliere l'essenza musicale dell'album, questo Pop/Rock con leggere (ribadisco leggere) ma incisive comparse di melodie soul. La voce di ADAM LEVINE aiuta ad entrare nello spirito molto lirico dei pezzi e se ne resta affascinate per la sua adattabilità e trasparenza, soprattutto dal vivo. Peccato che poi il vortice inarrestabile del business porta a cadere nel ripetitivo sopra citato e che non abbia risparmiato i Maroon 5. La colpa è in gran parte loro, si sa che il profumo dei soldi è come quello dell'arrosto quando lo stomaco brontola e che i menu offrono arrosti di ogni tipo, quindi perchè non sedersi al tavolo dello show biz e mangiare fino ad esplodere?

IL CD

La partenza di SONGS ABOUT JANE è subito movimentata da beat decisi e dalla chitarra di HARDER TO BREATHE per poi essere seguito dal singolo hit THIS LOVE assolutamente orecchiabile, ballabile e canticchiabile, trio che è sinonimo di successo immediato. SHIVER già sfuma in un ritmo cadenzato e molto sensuale con la voce di Levine che non può che aiutare ad accentuare lo spirito sexy del pezzo. SHE WILL BE LOVED è la ballata pop per eccellenza e singolo che li ha praticamente serviti al pubblico di ragazzine dal cuore spezzato e non, con la sua melodia penetrante e impossibile da non ricordare. TANGLED mi ha colpito per il saper distinguersi dal resto con appunto uno stile pop/soul niente male, ma si ritorna al pop puro con THE SUN e MUST GET OUT, due pezzi carini, ma niente di più.

SUNDAY MORNING è l'ultimo singolo estratto dall'album e forse il migliore rispetto agli altri, per la sua capacità di entrare in testa ed essere così dolce e domenicale da volerlo ascoltare ogni domenica mattina, anche se c'è il sole. SECRET porta il livello ad un piano superiore, non di molto rispetto al resto, ma la dolcezza e acutezza della chitarra scandisce e crea un'atmosfera sensuale e sessuale, ma la cieligina sulla torta è la voce di Levine, assolutamente espressa al massimo in questa canzone. Il ritornello e il pre ritornello sono le cose da evidenziare di THROUGH WITH YOU. In NOT COMING HOME non era certo indispensabile il sottofondo del pubblico, sarebbe stata bella anche in versione studio. Di nuovo la chitarra e la voce riescono ad andare a braccetto come poche altri riescono a fare e questo senso di rivalsa espresso nel testo esce soprattutto alla fine, nel ritornello cantato pacatamente e ancora una volta sensualmente da Levine, che nella canzone che chiude il disco THE SWEETEST GOODBYE lascia andare appunto tutta la sua dolcezza e chiude con una punta di malinconia un disco che ha meritato l'attenzione che ha avuto, ma soprattutto per i pezzi che non sono stati singoli, molto più particolari e quelli che avrei voluto i Maroon 5 portassero avanti, ma sfortunatamente non l'hanno fatto.

Se devo aggiungere qualcosa, direi che se fossi la Jane alla quale è stato dedicato tutto l'album mi sentirei molto lusingata e me ne vanterei anche un po', ma dall'altro lato tutte le ragazze mi darebbero della stupida per essermi lasciata scappare un bel pezzo di ragazzo quale è Levine. Ma tutto non si può avere dalla vita.
Sotto una versione acustica della hit SHE WILL BE LOVED, da gustare.

giovedì 18 ottobre 2007

THE DIARY OF ALICIA KEYS (2003)




VOTO 4.5/5

VOCE E PERSONALITA'

Dopo l'enorme successo di SONGS IN A MINOR la Keys non poteva che aquisire ancora più sicurezza nei propri mezzi, migliorare utleriormente la qualità della musica ed usare al massimo l'estensione vocale. Il risultato è un album più maturo, più personale e più vario musicalmente. L'unica pecca è l'eccessivo numero di canzoni che appesantiscono un po' il finale, ma si sa che nei contratti discografici ormai si concorda anche il numero di parole in ogni canzone, quindi non me ne sorprendo e colgo il meglio di questo eccezionale lavoro.


IL CD

La partenza è d'atmosfera con HARLEM'S NOCTURNE che ci avvolge di una magia nottambula e coinvolgente. Subito si parte con un suono più fresco e ballabile con KARMA (terzo singolo) e HEART BURN, la prima dal violino penetrante e il testo sul tema sempre più americano del karma. La seconda ha un ritmo più trascinante e mostra la capacità della Keys di spaziare dal soul ad un R&B moderno e all'altezza delle icone di sempre del genere. IF I WAS YOUR WOMAN/WALK ON BY sono cover perfettamente riadattate e molto ritmate, forse rendono poco registrate e più dal vivo, ma si sa che per voci così il live è come il pane per i nostri denti. YOU DON'T KNOW MY NAME è il singolo che preannunciava l'uscita del disco. A parer mio un po' troppo lungo, ma tutto sommato si salva con i cori e il coinvolgimento melodico che si riesce a percepire.

Il pezzo DOC, quello che tutt'ora è fra i migliori e che la Keys stessa ammette di non stancarsi mai di suonare è il secondo singolo estratto, IF I AIN'T GOT YOU. In questo pezzo è tutto azzeccato e perfetto, il giro di piano, le strofe, il ritornello orecchiabile ma complesso vocalmente e un tema non rischioso ma adatto al genere, come quello dell'importanza dei sentimenti rispetto alle cose materiali. DIARY è il quarto singolo, un pezzo a mio parere fantastico che vede nel duetto finale fra voci nere maschili e femminile un trasporto passionale che si promette amore e protezione. DRAGON DAYS non è nulla di eccezionale, ma il refrain è orecchiabile ed entra in testa, WAKE UP non mi ha lasciato niente da menzionare. Di nuovo un ottimo refrain in SO SIMPLE, canzone che sta bene fra le ultime ma che viene schiacciata dalla precedente e la successiva, che sono la peggiore dell'album e quella che ricorda troppo FALLIN. Sto parlando di WHEN YOU REALLY LOVE SOMEONE, in cui il giro di piano e l'andamento del pezzo è pressocchè identico al singolo che ha lanciato la Keys. FEELING U, FEELING ME è un interlude molto sensuale che lascia spazio dopo poco alle ultime tre canzoni, di buon livello ma non memorabili.

Il voto iniziale non sembra rispecchiare ciò che ho scritto dopo, ma qualitativamente questo cd riesce a dare molto di più con sette canzoni rispetto all'intero album d'esordio, tuttavia ottimo nel suo genere ed essendo il primo. Questo per far capire che la Keys ha ancora margini di miglioramento da sfruttare appieno. Chissà che l'ultimo cd AS I AM in uscita fra poco meno di un mese possa prendere il pieno dei voti per la spigolosità e le tante collaborazioni che la Keys anticipato. Io lo spero e penso che possa essere il migliore lavoro dell'artista Newyorchese.

SAM'S TOWN (2006)


VOTO 4/5
IL DESERTO DELLA POESIA

Il ritorno dei Killers arriva dopo appena due anni dal primo album e il lavoro riesce a portare variazioni pur seguendo lo stile basedel gruppo. Quello che esce da SAM'S TOWN è una melodica poesia, più morbida di HOT FUSS ma a sprazzi più energica, grazie ad un maggiore spazio per i riff di chitarra più avvolgenti rispetto al primo disco. Brandon Flowers sfodera una poesia dopo l'altra e la sua voce rimbalza dai toni bassi e caldi fino a quelli alti e sull'orlo di una piacevole stonatura che rende ogni parola ricca di sentita emozione. In questo lavoro emerge la sua straordinaria personalità artistica.


IL CD

La canzone d'apertura, che porta il titolo dell'album è ricca di energia e questa viene fuori sia nel testo che nell'arrangiamento. L'ENTERLUDE è melodico e solo piano e voce che porta poi al primo singolo WHEN YOU WERE YOUNG abbastanza diretto ed immediato e sulla scia dei primi brani del gruppo. BLING (CONFESSION OF A KING) e FOR REASONS UNKNOWN sono le due perle, la prima diversa dalle solite canzoni che si ascoltano in giro, passionale e onirica. La seconda molto da Killers ma assolutamente trascinante e dal testo chiaro e nostalgico. READ MY MIND è il terzo singolo, canzone che narra un bisogno d'amore e dolcezza, con un intro fra i più azzeccati del disco. UNCLE JOHNNY esce fuori dalle righe della strada che fin qui prende il disco, ma il finale è contagioso ed esprime al meglio il conforto che può essere dato a chi fa uso della cocaina come sfogo da una vita forse monotona e dolorosa.

BONES (secondo singolo) parte con un "come with me" corale che sfila su un intro molto anni 80, poi il resto fila grazie alla voce sinuosa di Flowers e il ritornello stra orecchiabile, ma non per questo da criticare. MY LIST è ancora una canzone d'amore che vive la lontananza e che resta sempre su musiche rilassanti. THIS RIVER IS WILD rida la carica e ti spreme prima del finale, con quasi cinque minuti di adrenalina e un finale a scendere verso la tranquillità che solo la voce del frontman Flowers sa dare. WHY DO I KEEP COUNTING mostra le insicurezze e le domande senza risposta che la vita mette di fronte. La chiusura dell'EXITLUDE sembra quasi un epilogo di un capitolo della vita, che dona speranza e porta a termine una tracklist che spazia nel deserto che i The Killers hanno abitato e che sono riusciti a far fiorire.

Ora che sta per uscire SAWDUST, raccolta di rarities e B-sides non c'è da aspettarsi una qualità da album inedito, ma i Killers sanno sempre stupire quindi aspetto senza troppe pretese, ma con la certezza che avere anche il terzo loro disco sia solo un qualcosa in più.
SOTTO UNA VERSIONE DI SAM'S TOWN LIVE ACOUSTIC AT ABBEY ROAD.


giovedì 11 ottobre 2007

HOT FUSS (2004)


VOTO 4.5/5


L'ONDA DEL NEW WAVE

Sarà che nessuno in America si interessa davvero alla musica che viene da oltreoceano. Sarà che tutti immaginano Las Vegas come la strada piena di luci, casinò ed eccessi, mentre in realtà qualche chilometro più in là è solo deserto e poco più. Sarà che l'hip hop ha cominciato a stancare, ma i The Killers sono riusciti a portare nel 2004, anno in cui cominciasno ad uscire fuori rappar tutti uguali fra loro, un suono nuovo e molto anglosassone affiancato ad una poesia lirica che non ha lasciato scampo. Il carisma poetico del frontman Brandon Flowers lascia il segno in riff di chitarra penetranti e prevalenti in canzoni molto ritmate e dai temi più vari. Testi impliciti ma proprio per questo stuzzicanti e affascinanti, sempre alimentati dallo charme di Flowers che usa la voce senza limitarsi al compitino di cantare le frasi, anzi rende tutto melodico e talmente lirico da stupire sin dal primo ascolto.


IL CD

Quando comprai il cd, dopo essere rimasta affascinata dal video di MR BRIGHTSIDE, ci misi un po' ad adattarmi alla loro musica. Non per problemi miei, solo del mio orecchio che aveva passato l'ultimo anno e mezzo a sentire hip hop e rap di ogni tipo. Avevo bisogno di qualcosa di diverso e oggi posso dire che la scelta che feci fu una delle più azzeccate della mia vita.

JENNY WAS A FRIEND OF MINE colpisce subito, già dal primo ascolto, per l'intro prolungato e verso,ritornello,verso immediato e padrone del tuo udito. MR BRIGHTSIDE è la hit per antonomasia ma nemmeno tanto data la sua complessità poetica e un ritornello melodicamente perfetto. SMILE LIKE YOU MEAN IT è ancora diversa dalle precedenti e la chitarra non sgarra una nota. Il bridge è davvero il picco più alto del brano. SOMEBODY TOLD ME è il primo singolo, talmente ballabile da essere passato nelle casse delle discoteche per diverso tempo, ma anche nel suo beat disco resta la hit conosciuta anche da chi non sa chi siano i Killers. ALL THESE THINGS THAT I'VE DONE e ANDY YOU'RE A STAR sono le perle del cd e con i cori gospel non possono che essere due pezzi da novanta per tutti gli appassionati del gruppo. L'introduzione della prima tutta tastiera e voce pacata è l'ideale, mentre la chitarra nella seconda apre un mondo di immaginazione, quasi onirica.

ON TOP, CHANGE MY MIND come poi MIDNIGHT SHOW sono buone canzoni. La prima più cadenzata, le seconde due più trascinanti, una per la vocalità di Flowers, la seconda per la musica travolgente. BELIEVE ME NATALIE parte soft e poi si impenna alla fine con un ottimo refrain legato al bridge dal coro del ritornello. EVERYTHING WILL BE ALRIGHT è la ballata dell'album, autoprodotta, voce distorta e stile Garage. La bonus track GLAMOROUS INDIE ROCK&ROLL termina il disco con un atmosfera molto british e anche se non è un capolavoro, è da citare perchè le bonus tracks nei dischi risultano per la maggior parte delle volte inutili o pesanti.

Che altro dire, non c'è da meravigliarsi se i The Killers non sono in cima a tutte le classifiche, dato che le facce son sempre le stesse lì sopra. Ma è meglio così, i quattro ragazzi di Las Vegas restano con i piedi per terra e continuano a fare buona musica, il che è da elogiare visti i tempi.

mercoledì 10 ottobre 2007

SONGS IN A MINOR (2001)


VOTO 3.5/5
UNA VOCE, UN PIANO, UNA NUOVA STELLA

Vedere Alicia Keys cantare mi fa pensare alle grandi della musica di tutti i tempi: Billie Holiday, Aretha Franklin e tutte quelle poche grandi cantanti che ti ricorderai anche fra cento anni. Saper suonare il piano ad alti livelli e avere un dono naturale, quello di una voce superba e delicata allo stesso tempo non è poco e saper scrivere canzoni e interpretarle con un inconfondibile animo soul/black. Alicia Keys sa farlo e il suo cd d'esordio a 21 anni lascia tutti con la certezza che una nuova stella è nata. Perchè se si diventa icone Pop a sedici anni, pochi a ventuno sbancano i Grammy e suonano il piano a livelli notevoli. Lei è anche questo, ma non solo.


IL CD
In questo esordio forse non esce fuori la vera anima soul della Keys, ma ci sono pezzi in cui non si può negare la sua straordinaria intensità e femminilità. Su tutti i pezzi spiccano i singoli: FALLIN che ha anche il merito di essere stato il brano che ha lanciato il nuovo talento. Il giro di piano e i cori nel bridge sono davvero due perle che nessuno può dimenticare. HOW COME YOU DON'T CALL ME è una cover del famoso pezzo di Prince. La Keys gli rende giustizia e sforna un'ottima prova, sa far suo il pezzo con lodevoli spunti vocali da levare il fiato (in tutti i sensi). ROCK WITH U è un ottima canzone, base ritmata e scorrevole che ci porta ad un'altra chicca del disco: A WOMAN'S WORTH. Un pezzo femminista ma soprattutto femminile e assolutamente R&B. L'ultima canzone che mi sento di citare ed esaltare (senza nulla togliere alle altre) è GOODBYE, un intro orecchiabile e un beat che con trasporto arriva al ritornello e al bridge in cui esce la tristezza e una presa di coscienza su una storia ormai finita ma importante.


Quando ho comprato questo cd l'ho fatto senza essere sicura che poi avrebbe inaugurato la mia completa ammirazione per questa artista con la A nemmeno maiuscola, ma a caratteri cubitali. Trovo francamente difficile che qualcuno possa negare la sua bravura e il suo talento, se poi lo stile non è fra i favoriti posso anche capirlo, ma non credo ci sia qualcuno che non la conosce e che la apprezza. Non solo musicalmente, anche per una vita concentrata sulla musica e una vita privata che rispetta l'aggettivo. Una vita emotiva che esce fuori in ogni sua performance live, che ho avuto la fortuna di gustarmi e che non è stata rovinata da un'acustica non proprio felice.

martedì 9 ottobre 2007

METEORA (2003)


VOTO 3.5/5


LA MALINCONIA DIETRO LA RABBIA

Tre anni dopo l'esordio troviamo la rabbia creativa e vocale di CHESTER BENNIGTON più levigata, quasi come se aver portato in giro per concerti il primo disco sia stato come liberarsi da tutto il rancore che viveva in lui. Rancore che ancora c'è e che a sprazzi esce fuori, ma spesso viene mascherato da una malinconia più matura e forse più consapevole. METEORA segna la crescita del gruppo, anche se il peso sulle spalle del primo disco e la sua immediatezza che tanto lo avevano reso una novità da ricordare non è riuscito a perpetuarsi nel tempo. Una conseguenza ovvia, perchè col tempo si cresce e ciò che all'inizio è al top resta lì per molto tempo come indice di paragone che è davvero complicato raggiungere. I Linkin Park non sono riusciti ad arrivare in alto con la qualità, poichè stile e genere sono gli stessi, ma nei testi hanno scavato in una profondità più nascosta rispetto al semplice e rabbioso risentimento del primo album.


IL CD

Un breve INTRO che aumentando con il beat porta alla breve ma efficace DON'T STAY, che porta con sè dal primo album la rabbia di cui parlavo prima, ma poi SOMEWHERE I BELONG già mostra la piega che poi prenderanno i LP, con una base rock/pop e ritornello stra orecchiabile. LYING FROM YOU e HIT THE FLOOR lasciano spazio al rap di SHINODA, che aggiunge al beat movimentato un elemento in più: la grinta del flow e un duetto canto/parlato nei ritornelli, non proprio eccellenti.


EASIER TO RUN è la prima di quattro tracce che spiegano questo nuovo sentimento di tristezza e maturata angoscia che si espande grazie alla voce melodica e delicata di BENNIGTON, che non eccede mai in urli e strilli clamorosi ma che lascia una patina, un alone di amarezza. Le altre tre tracce che seguono questo stampo sono BREAKING THE HABIT, FROM THE INSIDE e NUMB, un singolo molto alla IN THE END ma ancora più pop del primo.


FAINT e FIGURE.09 sono strilla perdivoce e chitarre aggressive per gli ultimi spicchi di rabbia che il gruppo lascia ai fan, da godere più per questo che per una qualità che emerge nei pezzi, molto simili a ONE STEP CLOSER e BY MYSELF del disco d'esordio. NOBODY'S LISTENING è più uno spazio per il rapper SHINODA, ma mentre il suo flow e la sua metrica possono essere sufficienti e accettabili, il ritornello è decisamente da dimenticare, privo di originalità o passaggi memorabili.


Tutto sommato il primo lavoro è sempre il primo. Non mi stancherò mai di dirlo perchè è una verità che pochi riescono a confutare. Ciò non toglie che METEORA sia un buonissimo lavoro adatto ai fan dei LP di un tempo e preciso per chi ancora non si era convinto su di loro.

HYBRID THEORY (2000)


VOTO 4/5

HARD ROCK DA MILIONI DI COPIE

L'uscita di questo album è stata una novità energica nell'anno in cui il Pop esplodeva e si diffondeva contagiando tutti. C'era bisogno di qualcosa di contrapposto, di arrabbiato, ma allo stesso tempo abbastanza melodico da essere commerciale. Bersaglio principale l'adolescenza, quella arrabbiata e più debole e oppressa da una società con modelli sempre più perfetti e apparenti. Detto così i Linkin Park sembrano i nuovi Nirvana, ma non lo sono affatto. Il gruppo degli anni 90 aveva radicalmente cambiato la musica per sempre e dava voce ad un malessere più profondo e implicito rispetto alla rabbia ferita dei Linkin Park, musicalmente meno innovativi ma comunque portatori di un suono nuovo.


IL CD
Molte tracce di questo album d'esordio sono tremendamente energiche e cariche di rabbia e risentimento. PAPERCUT e ONE STEP CLOSER (primi singoli) sono due canzoni d'apertura perfette, la prima con la batteria che fa da preludio alla scarica elettrica della chitarra e il rap veloce e inquieto di SHINODA. Il ritornello di BENNINGTON fa subito intendere le sue doti vocali, ma ancora non sono espresse al massimo della forma. La seconda traccia segue la prima e il cantante urla uno SHUT UP finale graffiante e a pieni polmoni, tanto vuole farsi ascoltare.


WITH YOU è più Pop, come lo sarà POINTS OF AUTHORITY e la sesta traccia RUNAWAY, orecchiabili ma tematicamente sempre con un misto di malinconia, risentimento e malessere spirituale. CRAWLING è un altro singolo, con strofa calma e accompagnata dalla voce dolce di Bennington, che però sa alterarsi e cambiare totalmente umore nel refrain. BY MYSELF e FORGOTTEN sparano una dose di adrenalina pura, sempre con strofe più calme per poi scatenare l'inferno al ritornello e con dei Bridge in cui ci si chiede come non faccia la voce di Bennington a terminare o a causare un mal di gola.


IN THE END è l'ultimo singolo uscito e quello che li ha consacrati definitivamente agli occhi di chi magari apprezza più canzoni melodiche con ritmo meno aggressivo e un testo facilmente cantabile e orecchiabile. A PLACE FOR MY HEAD è del tutto trascinante, su un livello superiore rispetto alle altre tracce (esclusi singoli) con un rap rapido ma penetrante, ritornello azzeccato e un bridge assolutamente riuscito e capace di far saltare tutti e portarli a distruggere qualsiasi cosa capiti davanti. PUSHING ME AWAY è un degno finale, sulla linea di IN THE END per concludere un ottimo disco, pieno di trattenuta energia che trova in questa canzone un finale addolcito, ma sempre avvolto da un velo di malinconica solitudine.
Ottimo esordio, che ha lanciato questo gruppo in tutto il mondo, anche nell'estremo oriente dove i LP sono seguitissimi e molto imitati specialmente dai giovani giapponesi. Milioni di copie vendute sono solo la prova dell'energia rabbiosa che i LINKIN PARK hanno diffuso da sette anni a questa parte, ma non sempre un gruppo sa cambiare stile e genere senza causare scontenti e storte di bocca, ma di questo parlerò nella recensione del loro ultimo album.

lunedì 8 ottobre 2007

JUSTIFIED (2002)


VOTO 3.5/5


L'ESORDIO DEL NUOVO RE DEL POP

Era chiaro dai tempi di Pop degli N'Sync che Justin Timberlake era l'unico del gruppo ad avere un futuro da leader. Ogni canzone del gruppo, ogni performance ed ogni video lo vedevano eccellere in carisma, personalità e pradonanza di corpo e palco. Così fece la scelta ovvia, quella di intraprendere la carriera da solista, ma non come prova, lui già sapeva che doveva uscire con un disco fresco e nuovo per poter continuare la strada del successo da solo. JUSTFIED è la prova che Timberlake era troppo già da sè per continuare a stare in un gruppo. Avere un certo Pharell Williams che ci mette del suo nel flow e nello stile nelle canzoni che sono ormai hit indiscusse e quel funky-hip hop è di certo un aiuto più che percettibile. Se poi anche Timbaland ci mette del suo in CRY ME A RIVER vuol dire che tutti sapevano che Timberlake sarebbe andato dritto al centro del bersaglio della fama. Se TRL ha interrotto il traffico a Times Square per la sua performance live significa che il ragazzino diventerà un'icona.


IL CD

Si parte con la presentazione di Pharell Williams che introduce SENORITA e la voce calda e sensuale di Timberlake accompagnata da un ritmo lento ma cadenzato.

LIKE I LOVE YOU è il primo singolo, la hit mondiale, la consacrazione nel mondo della musica e in quella della danza, con video e coreografia alla Micheal Jackson ma con uno stile personale e perfetto per il beat trascinante. (OH NO) WHAT YOU GOT anticipa un po' le collaborazioni successive con Timbaland anche se non si allontana dallo stile Neptunes.

TAKE IT FROM HERE è una tenera dichiarazione d'amore che però non ha un qualcosa di particolarmente esaltante. Azzeccata la melodia della strofa, poco più. CRY ME A RIVER è la perla del cd, talmente mediatica, musicalmente trascinante e coinvolgente da non poter non essere il singolo che tutte le fans e i media volevano. L'allusione (confermata dal diretto interessato) alla storia finita male con l'altra pop star, ora in caduta libera, Britney Spears è solo uno degli ingredienti fondamentali per la riuscita del pezzo. E il video parla da solo. Chissà se Timberlake ha davvero sofferto così, ma alle fan piace pensare che sia così e tutto ciò porta vantaggi a lui ma anche alla Spears dei bei tempi.


ROCK YOUR BODY è ancora una bella traccia, da ballare in discoteca e che ti fa venire voglia di imparare le movenze di Timberlake, ma poi ci si rende conto che lui riesce a fare suo ogni movimento. NOTHIN' ELSE parte con la voce sempre più calda e il ritmo sensuale, ma cinque minuti sono davvero troppi per reggerla tutta. LAST NIGHT è così da NERD che ti dispiace quasi non sentire la voce di Williams, ma poi questo desiderio ti passa e così anche la canzone, piacevole e leggere. STILL ON MY BRAIN come NEVER AGAIN è così dolce da stuccare e caricarti lo stomaco, ma diciamo che sarebbe stato un rischio allontanarsi troppo dall'immagine di bravo ragazzo vista con gli N'Sync.


(AND SHE SAID) TAKE ME NOW vede ancora la collaborazione di Timbaland e si accosta a RIGHT FOR ME, con ritmi ballabili e che lasciano intravedere uno stile più sensuale e più vicino al Timberlake di adesso. Niente di nuovo con LET'S TAKE A RIDE, carino l'inizio ma poi il ritmo è lo stesso e forse appesantisce il cd. La bonus track WORTHY OF è tranquilla e molto molto pop, come parte del cd.


Se si levano i singoli l'album sarebbe potuto essere adatto a JESSE MCCARTNEY, ma la musica non è tutto, ci vogliono anche personalità e magari doti da ballerino che per il momento solo Timberlake sa offrire. Un signor esordio che è stato una non rischiosa marcia verso l'attuale successo planetario del ragazzino cresciuto a Memphis.
SOTTO LA PERFORMANCE LIVE DI CRY ME A RIVER AI BILLBOARD MUSIC AWARDS 2003.