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martedì 6 novembre 2007

JAGGED LITTLE PILL (1995)


VOTO 5/5


LA RABBIA DEGLI ANNI 90

In ogni genere, tutti quei nomi che sono passati alla storia erano quelli di ragazzi o ragazze che cantavano o suonavano uno strumento facendolo da Dio. Ma c'è anche un altro caso: il cantante o la cantante che è portavoce di se stesso e che canta un bisogno impellente da esprimere. Alanis Morissette è stata una di queste, perchè quando uscì con questo album era davvero incazzata nera col mondo e a ventanni poteva essere normale, ma non troppo per una ragazza. L'ironia tagliente, la sincerità diretta e una bella voce accompagnata da orecchiabili melodie sono stati gli ingredienti di questo lavoro, da avere per tutti quelli che vogliono in mano una delle tappe della musica di tutti i tempi. Poi Alanis Morissette ha sfogato la sua rabbia e si è ritrovata a fare canzoni pop o addirittura disco perchè il tempo passa e i bisogni cambiano, ma a quei tempi lei è stata la prima donna dopo anni a farsi sentire senza puntare solo sull'immagine e puntando su quello che aveva da dire.


IL CD

L'apertura con l'armonica (suonata dalla Morissette) in ALL I REALLY WANT è così anni 90 che sentirla adesso fa strano, ma poi la canzone scivola e questa ricerca di pace nel testo ti contagia. Il primo singolo estratto, che è stato anche quello che ha subito messo in luce la cantante canadese, è YOU OUGHTA KNOW, che per la prima volta sfoga la rabbia di una che è stata lasciata dal ragazzo per un altra ed è talmente irriverente che ti fa quasi venire voglia di essere lasciata per poterla anche tu cantare al tuo ex. Da notare le collaborazioni di Flea e Navarro dei Red Hot. Con PERFECT c'è più malinconia nella melodia soft in cui si canta l'impossibilità di essere perfetti e il disagio che si prova quando quelli intorno invece vogliono che tu lo sia. Grande prova di ironia sottile cantata con un velo di amarezza. HAND IN MY POCKET va avanti con tanti ma, fra cui i migliori sono "I'm here but I'm really gone" e "I'm brave but I'm chicken shit" (sono qui ma sono davvero andata e sono coraggiosa ma sono cacca di pollo). Una formula confusionaria nel fine ma semplice nel mezzo, che riesce a rendere l'idea di chi si descrive così. RIGHT TROUGH YOU riporta il femminismo in primo piano, sempre visto però in forma personale contro gli uomini che vedono la donna come oggetto sessuale.
Grande pezzo FORGIVEN che ha nella strofa la parte lenta ironica e in quella movimentata la grinta di dire che si deve pur sbagliare per imparare anche andando contro i principi della religione, o meglio della chiesa. YOU LEARN è un inno alla vita, si collega al senso di FORGIVEN cantando il "dovere" provare un po' tutto per poter imparare. Ottimo singolo e famoso il video in cui lei indossa la tuta della stessa marca ma di colori diversi, tanto per rendere l'idea della metafora con i colori della vita.
Ed ecco il tema relazione amorosa cantanto con un filo di sarcarsmo in HEAD OVER FEET, poi la ballata del disco MARY JANE dove viene espressa magistralmente, grazie anche alla splendida voce della Morissette, l'empatia verso chi sta male, chi si nasconde e non riesce a prendere in mano la propria vita. Canzone davvero favolosa. Ed ecco verso la fine la chicca, il singolo che ancora tutti o quasi tutti conoscono a memoria: IRONIC. Davvero un'ironia tagliente, a volte sembra confinare verso un'ironia macabra e che sta con tutti e due i piedi nel cinismo assoluto, ma per questo fantastico pezzo da cantare e ascoltare gustandolo appieno. Il ritornello lascia una spensierata consapevolezza della vita che fa paura se si pensa che è stata scritta dalla mano di una ventenne, mentre oggi è dura sentire canzoni di questo genere da ragazzi della stessa età: chissà perchè...

Le ultime due canzoni (NOT THE DOCTOR e WAKE UP) sono buoni pezzi, niente di speciale ma passano via canticchiabili e concludono ottimamente un disco generazionale che resta sempre nel tema della ribellione giovanile a schemi troppo impostati.
Questo cd ha venduto non so quanti milioni di copie, ma spesso ci si dimentica dell'importanza dell'album nel mondo musicale e si pensa alla Morissette come quella nuda che canta THANK U o che ora fa canzoni pop/disco che sembrano non poter uscire dalla stessa bocca che ben dodici anni fa cantava la propria indisposizione verso il mondo avverso. Io però voglio tenermi questo cd perchè riesce a riportarmi ai tempi in cui anche se ero piccola ci sentivo bene e mia sorella ascoltava queste canzoni così spesso che dopo anni, cresciuta e più cosciente musicalmente, le ho riascoltate ed è stata un' emozione meravigliarmi di sapere già tutte le melodie. Poi ho letto i testi e ho capito perchè questo album è stato un successo.
LIVE DEL PEZZO MARY JANE (ALZARE IL VOLUME)

SHOCK VALUE (2007)


VOTO 3/5


FEATURING:OTTIMI, QUALITA':BUONA

Timothy Mosley è uno dei più grandi producer del mondo da dieci anni buoni. Si sa e si sente nelle sue basi, eclettiche, potenti, trascinanti. Dopo tanti anni passati a fare ottima musica per chiunque ha capito che il momento buono per lui era arrivato adesso, dopo aver lavorato a braccetto con Justin Timberlake, Nelly Furtado e qualsiasi cantante o gruppo avesse avuto bisogno di un lancio o di un rilancio. SHOCK VALUE è il prodotto di anni di musica, ma francamente non riesce a far uscire tutto il Timbaland che abbiamo imparato a conoscere col tempo. Tantissimi featuring, è chiaro che il suo talento non arriva all'interpretazione solista, non del tutto. Nonostante ottime collaborazioni le basi tendono ad essere un po' ripetitive, ma con grandi picchi di qualità.


IL CD

La prima traccia è OH TIMBALAND e non è male considerando che c'è solo la sua voce ed una base che parte con il giro di piano e il clap delle mani che porta poi al tipico "bounce" che lo contraddistingue. Il primo singolo GIVE IT TO ME è il punto di forza perchè è il primo singolo e l'aiuto di Nelly Furtado e Justin Timberlake nel cantarlo con lui non è da poco, anzi è quasi tutto. Il beat è ottimo anche se va ad accozzare con le orecchie le prime volte, poi il ritornello rende tutto più orecchiabile e alleggerisce la canzone. RELEASE sembra cantata solo da lui, ma in realtà duetta con Timberlake in un pezzo ballabile che punta tutto sul ritmo. THE WAY I ARE è il secondo singolo e non si può non notare la somiglianza con MY LOVE di Timberlake. Questo pezzo però è da discoteca ed è innegabile che non ti venga da ballare se venisse messo a palla nei club o ad una festa. BOUNCE è un po' l'essenza del vecchio Timbaland, quello che collabora con Missy Elliott che si fa sentire come sempre nella sua strofa e un certo Dr Dre che non è nato ieri, poi ancora Timberlake in una canzone più cupa nell'atmosfera e che stavolta punta sulla parte cantata nonostante la splendida base.

Uno stampo hip hop per COME&GET ME con 50 cent, poi l'album si appiattisce ed è difficile reggere molte canzoni troppo simili fra loro, anche se non è che le basi le ho fatte io o qualsiasi altro scellerato e lo stile si sente, ma non varia. Così si accavallano KILL YOURSELF, BOARDMEETING, FANTASY, SCREAM, MISCOMMUNICATION e BOMBAY (queste ultime due sembrano un continuo di SUMMER LOVE di Timberlake e PROMISCUOUS di Nelly Furtado). Un po' di energia con le chitarra e l'immediatezza dei The Hives in THROW IT ON ME,rapida ed immediata. Dopo una discreta TIME ecco ONE&ONLY, seconda collaborazione con i Fall Out Boy che si distinguono grazie alla voce del frontman. Una buona traccia che porta alle ultime due canzoni, APOLOGIZE e ONE MAN SHOW. La prima delle due vede Timbaland da solo mentre l'ultima in compagnia di Elton John al pianoforte per una buona chiusura.

Insomma, mi aspettavo di più da Timbaland perchè lo ritengo uno dei più bravi a fare basi e interpretarle. Ovviamente prima di lui ci sono DR Dre e Missy Elliott che sono spaventosamente bravi nel sapere cantare sopra le loro creazioni. Forse doveva aspettare un po' prima di far uscire il cd, magari levando qualche canzone o variando un po' i generi, che sono troppo sul Funky Hip Hop e non riescono a spaziare come in realtà avrebbero potuto fare se solo lui avesse voluto. Scelte di lavoro che comunque sono apprezzate viste le numerose vendite e che infondo fanno di SHOCK VALUE un buon cd per chi apprezza Timbaland.
SOTTO L'ESIBIZIONE LIVE AGLI VMA 2007
(DO IT,THE WAY I ARE,LOVE STONED,GIVE IT TO ME)

venerdì 26 ottobre 2007

UNPLUGGED (2005)


VOTO 5/5


UN BRIVIDO PERFETTO

Si sa che il marchio americano è quello della perfezione. Basta guardare lo sport, o anche una delle tante feste nazionali made in USA per capire come tutto deve essere studiato a puntino ed essere provato e riprovato finchè anche i capelli si muovano allo stesso modo della volta precedente. Anche in questo Unplugged di Mtv è tutto praticamente studiato e ripetuto a memoria, senza colpi di scena, vocalizzi improvvisati o microfoni spenti al momento sbagliato. Potrebbe andare a stufo un live così, ma quando c'è in primo piano qualcosa che già per conto suo rende tutto magico il resto passa in secondo piano e non rende questa magia pesante. Questo qualcosa è la voce di Alicia Keys, passionale, precisa, potente... praticamente perfetta.


IL CD

Citare tutti i pezzi sarebbe noioso e toglierebbe il brivido regalato al primo ascolto dell'album, che si apre con una preghiera cantata e subito con il ritmo di KARMA e HURT BURNIN, accorciate e riarrangiate per l'occasione. Non c'è niente fuori posto e tutto è splendido mentre la Keys intona A WOMAN'S WORTH come se fosse la prima volta e con il coro che è sempre puntuale e in assoluta armonia e fintamente improvvisato in alcuni momenti. Il nuovo pezzo UNBREAKABLE come STOLEN MOMENTS non è niente di stratosferico, ma sempre coinvolgente. Il massimo comincia con la cover HOW COME YOU DON'T CALL ME rivisitata e decisamente più accattivante rispetto a quella registrata per l'album d'esordio. La potenza e la passionalità hanno secondo me il suo apice con IF I WAS YOUR WOMAN, in questa versione soft che poi si apre alla fine che riesce a spiegare perchè certe cantanti possono solo essere apprezzate e ammirate dal vivo, cioè quando tutto è immediato. Ancora melodia con IF I AIN'T GOT YOU, pezzo amato dalla Keys e che a detta sua non riesce mai a stancarsi a cantarlo ogni volta.

Una piccola "pausa artistica" con una cover e un pezzo recitato tratto dal libro della Keys con sottofondo molto suggestivo, per poi tornare ai grandi livelli grazie alla canzone WILD HORSES dei Rolling Stones e il duetto con ADAM LEVINE, prima collaborazione del live. Davvero due voci talmente armoniose ma allo stesso tempo malinconiche per una poesia scritta da Mik Jagger e Keith Richard da riuscire a esaltare in tutto il suo splendore dialettico e musicale un'ennesima perfetta rivisitazione della versione originale tutta chitarra e voce. Pezzo commovente e di livello superlativo, grazie anche a Levine. Dopo di nuovo una hit, DIARY, che ancora si rinnova dalla versione del disco anche grazie alla splendida voce dell'unico corista uomo a disposizione della Keys che regala un finale emozionante, in acuti passionali e molto molto black. YOU DON'T KNOW MY NAME segue quasi fedelmente il pezzo registrato e poi FALLIN', che accenna al gospel sia all'inizio che alla fine, ma soprattutto l'intro trasporta tutti alla strofa e ritornello, ancora più accentuati nei vocalizzi estremi e poi un bridge assolutamente PERFETTO, che regala l'ultimo grande brivido.

Per me poteva concludersi tutto così, ma ci sono ancora due pezzi in medley che vedono la partecipazione di COMMON, DAMIAN MARLEY E MOS DEF che rendono forse tutto un po' caciarone rispetto alla classica linea degli Unplugged, ma come non si fa a perdonare questo piccolo neo ad un live così. E' tutto così perfetto e studiato a memoria che pensarci potrebbe togliere l'entusiasmo che l'album ti regala, ma poi pensi che è impossibile che anche la Keys e i suoi coristi non si emozionino quando si sentono così, come fossero un'unica cosa con la musica. Quella vera.

ECCO LA MAGIA DI WILD HORSES FEAT. ADAM LEVINE

martedì 23 ottobre 2007

SONGS ABOUT JANE (2003)


VOTO 3,5/5


UN SUONO NUOVO DA L.A.

Sentire questo cd per la prima volta non mi ha provocato nessuno sconvolgimento. Forse perchè troppo abituata ancora a certi stili e generi sempre più simili e ripetitivi. Dopo vari ascolti però sono riuscita a cogliere l'essenza musicale dell'album, questo Pop/Rock con leggere (ribadisco leggere) ma incisive comparse di melodie soul. La voce di ADAM LEVINE aiuta ad entrare nello spirito molto lirico dei pezzi e se ne resta affascinate per la sua adattabilità e trasparenza, soprattutto dal vivo. Peccato che poi il vortice inarrestabile del business porta a cadere nel ripetitivo sopra citato e che non abbia risparmiato i Maroon 5. La colpa è in gran parte loro, si sa che il profumo dei soldi è come quello dell'arrosto quando lo stomaco brontola e che i menu offrono arrosti di ogni tipo, quindi perchè non sedersi al tavolo dello show biz e mangiare fino ad esplodere?

IL CD

La partenza di SONGS ABOUT JANE è subito movimentata da beat decisi e dalla chitarra di HARDER TO BREATHE per poi essere seguito dal singolo hit THIS LOVE assolutamente orecchiabile, ballabile e canticchiabile, trio che è sinonimo di successo immediato. SHIVER già sfuma in un ritmo cadenzato e molto sensuale con la voce di Levine che non può che aiutare ad accentuare lo spirito sexy del pezzo. SHE WILL BE LOVED è la ballata pop per eccellenza e singolo che li ha praticamente serviti al pubblico di ragazzine dal cuore spezzato e non, con la sua melodia penetrante e impossibile da non ricordare. TANGLED mi ha colpito per il saper distinguersi dal resto con appunto uno stile pop/soul niente male, ma si ritorna al pop puro con THE SUN e MUST GET OUT, due pezzi carini, ma niente di più.

SUNDAY MORNING è l'ultimo singolo estratto dall'album e forse il migliore rispetto agli altri, per la sua capacità di entrare in testa ed essere così dolce e domenicale da volerlo ascoltare ogni domenica mattina, anche se c'è il sole. SECRET porta il livello ad un piano superiore, non di molto rispetto al resto, ma la dolcezza e acutezza della chitarra scandisce e crea un'atmosfera sensuale e sessuale, ma la cieligina sulla torta è la voce di Levine, assolutamente espressa al massimo in questa canzone. Il ritornello e il pre ritornello sono le cose da evidenziare di THROUGH WITH YOU. In NOT COMING HOME non era certo indispensabile il sottofondo del pubblico, sarebbe stata bella anche in versione studio. Di nuovo la chitarra e la voce riescono ad andare a braccetto come poche altri riescono a fare e questo senso di rivalsa espresso nel testo esce soprattutto alla fine, nel ritornello cantato pacatamente e ancora una volta sensualmente da Levine, che nella canzone che chiude il disco THE SWEETEST GOODBYE lascia andare appunto tutta la sua dolcezza e chiude con una punta di malinconia un disco che ha meritato l'attenzione che ha avuto, ma soprattutto per i pezzi che non sono stati singoli, molto più particolari e quelli che avrei voluto i Maroon 5 portassero avanti, ma sfortunatamente non l'hanno fatto.

Se devo aggiungere qualcosa, direi che se fossi la Jane alla quale è stato dedicato tutto l'album mi sentirei molto lusingata e me ne vanterei anche un po', ma dall'altro lato tutte le ragazze mi darebbero della stupida per essermi lasciata scappare un bel pezzo di ragazzo quale è Levine. Ma tutto non si può avere dalla vita.
Sotto una versione acustica della hit SHE WILL BE LOVED, da gustare.

giovedì 18 ottobre 2007

SAM'S TOWN (2006)


VOTO 4/5
IL DESERTO DELLA POESIA

Il ritorno dei Killers arriva dopo appena due anni dal primo album e il lavoro riesce a portare variazioni pur seguendo lo stile basedel gruppo. Quello che esce da SAM'S TOWN è una melodica poesia, più morbida di HOT FUSS ma a sprazzi più energica, grazie ad un maggiore spazio per i riff di chitarra più avvolgenti rispetto al primo disco. Brandon Flowers sfodera una poesia dopo l'altra e la sua voce rimbalza dai toni bassi e caldi fino a quelli alti e sull'orlo di una piacevole stonatura che rende ogni parola ricca di sentita emozione. In questo lavoro emerge la sua straordinaria personalità artistica.


IL CD

La canzone d'apertura, che porta il titolo dell'album è ricca di energia e questa viene fuori sia nel testo che nell'arrangiamento. L'ENTERLUDE è melodico e solo piano e voce che porta poi al primo singolo WHEN YOU WERE YOUNG abbastanza diretto ed immediato e sulla scia dei primi brani del gruppo. BLING (CONFESSION OF A KING) e FOR REASONS UNKNOWN sono le due perle, la prima diversa dalle solite canzoni che si ascoltano in giro, passionale e onirica. La seconda molto da Killers ma assolutamente trascinante e dal testo chiaro e nostalgico. READ MY MIND è il terzo singolo, canzone che narra un bisogno d'amore e dolcezza, con un intro fra i più azzeccati del disco. UNCLE JOHNNY esce fuori dalle righe della strada che fin qui prende il disco, ma il finale è contagioso ed esprime al meglio il conforto che può essere dato a chi fa uso della cocaina come sfogo da una vita forse monotona e dolorosa.

BONES (secondo singolo) parte con un "come with me" corale che sfila su un intro molto anni 80, poi il resto fila grazie alla voce sinuosa di Flowers e il ritornello stra orecchiabile, ma non per questo da criticare. MY LIST è ancora una canzone d'amore che vive la lontananza e che resta sempre su musiche rilassanti. THIS RIVER IS WILD rida la carica e ti spreme prima del finale, con quasi cinque minuti di adrenalina e un finale a scendere verso la tranquillità che solo la voce del frontman Flowers sa dare. WHY DO I KEEP COUNTING mostra le insicurezze e le domande senza risposta che la vita mette di fronte. La chiusura dell'EXITLUDE sembra quasi un epilogo di un capitolo della vita, che dona speranza e porta a termine una tracklist che spazia nel deserto che i The Killers hanno abitato e che sono riusciti a far fiorire.

Ora che sta per uscire SAWDUST, raccolta di rarities e B-sides non c'è da aspettarsi una qualità da album inedito, ma i Killers sanno sempre stupire quindi aspetto senza troppe pretese, ma con la certezza che avere anche il terzo loro disco sia solo un qualcosa in più.
SOTTO UNA VERSIONE DI SAM'S TOWN LIVE ACOUSTIC AT ABBEY ROAD.


lunedì 8 ottobre 2007

JUSTIFIED (2002)


VOTO 3.5/5


L'ESORDIO DEL NUOVO RE DEL POP

Era chiaro dai tempi di Pop degli N'Sync che Justin Timberlake era l'unico del gruppo ad avere un futuro da leader. Ogni canzone del gruppo, ogni performance ed ogni video lo vedevano eccellere in carisma, personalità e pradonanza di corpo e palco. Così fece la scelta ovvia, quella di intraprendere la carriera da solista, ma non come prova, lui già sapeva che doveva uscire con un disco fresco e nuovo per poter continuare la strada del successo da solo. JUSTFIED è la prova che Timberlake era troppo già da sè per continuare a stare in un gruppo. Avere un certo Pharell Williams che ci mette del suo nel flow e nello stile nelle canzoni che sono ormai hit indiscusse e quel funky-hip hop è di certo un aiuto più che percettibile. Se poi anche Timbaland ci mette del suo in CRY ME A RIVER vuol dire che tutti sapevano che Timberlake sarebbe andato dritto al centro del bersaglio della fama. Se TRL ha interrotto il traffico a Times Square per la sua performance live significa che il ragazzino diventerà un'icona.


IL CD

Si parte con la presentazione di Pharell Williams che introduce SENORITA e la voce calda e sensuale di Timberlake accompagnata da un ritmo lento ma cadenzato.

LIKE I LOVE YOU è il primo singolo, la hit mondiale, la consacrazione nel mondo della musica e in quella della danza, con video e coreografia alla Micheal Jackson ma con uno stile personale e perfetto per il beat trascinante. (OH NO) WHAT YOU GOT anticipa un po' le collaborazioni successive con Timbaland anche se non si allontana dallo stile Neptunes.

TAKE IT FROM HERE è una tenera dichiarazione d'amore che però non ha un qualcosa di particolarmente esaltante. Azzeccata la melodia della strofa, poco più. CRY ME A RIVER è la perla del cd, talmente mediatica, musicalmente trascinante e coinvolgente da non poter non essere il singolo che tutte le fans e i media volevano. L'allusione (confermata dal diretto interessato) alla storia finita male con l'altra pop star, ora in caduta libera, Britney Spears è solo uno degli ingredienti fondamentali per la riuscita del pezzo. E il video parla da solo. Chissà se Timberlake ha davvero sofferto così, ma alle fan piace pensare che sia così e tutto ciò porta vantaggi a lui ma anche alla Spears dei bei tempi.


ROCK YOUR BODY è ancora una bella traccia, da ballare in discoteca e che ti fa venire voglia di imparare le movenze di Timberlake, ma poi ci si rende conto che lui riesce a fare suo ogni movimento. NOTHIN' ELSE parte con la voce sempre più calda e il ritmo sensuale, ma cinque minuti sono davvero troppi per reggerla tutta. LAST NIGHT è così da NERD che ti dispiace quasi non sentire la voce di Williams, ma poi questo desiderio ti passa e così anche la canzone, piacevole e leggere. STILL ON MY BRAIN come NEVER AGAIN è così dolce da stuccare e caricarti lo stomaco, ma diciamo che sarebbe stato un rischio allontanarsi troppo dall'immagine di bravo ragazzo vista con gli N'Sync.


(AND SHE SAID) TAKE ME NOW vede ancora la collaborazione di Timbaland e si accosta a RIGHT FOR ME, con ritmi ballabili e che lasciano intravedere uno stile più sensuale e più vicino al Timberlake di adesso. Niente di nuovo con LET'S TAKE A RIDE, carino l'inizio ma poi il ritmo è lo stesso e forse appesantisce il cd. La bonus track WORTHY OF è tranquilla e molto molto pop, come parte del cd.


Se si levano i singoli l'album sarebbe potuto essere adatto a JESSE MCCARTNEY, ma la musica non è tutto, ci vogliono anche personalità e magari doti da ballerino che per il momento solo Timberlake sa offrire. Un signor esordio che è stato una non rischiosa marcia verso l'attuale successo planetario del ragazzino cresciuto a Memphis.
SOTTO LA PERFORMANCE LIVE DI CRY ME A RIVER AI BILLBOARD MUSIC AWARDS 2003.




venerdì 5 ottobre 2007

INSIDE IN INSIDE OUT (2006)






VOTO 3.5/5





UN NUOVO INDIE POP


Se vogliamo scovare gruppi o cantanti emergenti, che evadino un po' dal confine della musica di oggi, bisogna per forza andare oltre manica. Nel Regno Unito stanno nascendo nuovi talenti non influenzati troppo dalle mode americane. Fra queste novità ci sono i THE KOOKS, quattro ragazzi di Brighton, cittadina che si affaccia proprio sulla manica. Il loro stile Indie e l'accento molto british, quindi molto affascinante, hanno davvero portato una ventata di freschezza nell'etere con il loro album d'esordio INSIDE IN INSIDE OUT. A vederli hanno l'aria di rockettari anni settanta, con pantaloni stretti, stivali, cappelli e capelli lunghi a coprire il viso.

Se ascoltiamo la loro musica troviamo una perfetta fusione di Indie Rock e Pop, per questo INDIE POP. Non cadono troppo nelle etichette e creano melodie e testi leggeri ma che evidenziano le loro capacità musicali con assoli di chitarra avvincenti che regalano spensieratezza.

IL CD

L'inizio soft e orecchiabile di SEASIDE ci addolcisce con la calda voce del cantante/chitarrista LUKE PRITCHARD, ma poi SEE THE WORLD attacca con il riff di chitarra elettrica e poi scivola via velocemente e allegramente fino a SOFA SONG, ritmato pezzo che stupisce per la sua semplicità. EDDIE'S GUN calca lo stile THE KOOKS e parla di masturbazione, tema che insieme a sesso e ragazze riempe questo disco senza troppa frivolezza, ma con l'interesse che certi temi hanno per ragazzi di ventanni. OOH LA (terzo singolo) è tutto chitarra e melodia. Si deve sottolineare la sua immediatezza, con una strofa tranquilla ed un azzeccato ritornello senza sfuggire mai all'orecchio degli ascoltatori o stancare.


YOU DON'T LOVE ME come IF ONLY sono i più Indie Rock del disco, anche se forse la seconda canzone esce fuori un po' caotica e confusionaria. SHE MOVES IN HER OWN WAY e NAIVE, rispettivamente secondo e primo singolo, sono l'essenza dei THE KOOKS. Pezzi stra orecchiabili ma che non stufano e che hanno nei ritornelli il loro punto forte, anche se NAIVE è davvero geniale ed è la vera hit dell'album. MATCH BOX parte ritmata ma tranquilla per poi scatenarsi e far scatenare al ritornello, che quasi si potrebbe ballare con un twist (nei casi rari in cui uno abbia questo slancio fisico). Nel pezzo emerge un bridge addolcito dalla voce di Pritchard e quasi romantico, ma sempre abbastanza trasandata da essere Indie. I WANT YOU BACK è una "ballata" di ottimo livello, la colonna sonora di chi è stato lasciato ma ancora non si rassegna. JACKIE BIG TITS è semplice ed immediata, parla di un amore a distanza che però viene caricato di importanza da lei, mentre lui la vive con leggerezza.
Quando ho ascoltato le ultime due canzoni ho capito che il talento emergente dei THE KOOKS va curato e c oltivato perchè possono fare ottime cose. TIME AWAITS parte con chitarra e voci che si alzano e si abbassano ritmate a dovere dalla batteria. GOT NO LOVE è il finale perfetto, quello che in molti cd manca. Un beat cadenzato e la voce che gioca sulla tranquillità, con l'accompagnamento della chitarra. "YOU AIN'T GOT NO LOVE TODAY" lascia un senso di apatia ma poi la pace della voce di Pritchard che ripete "DON'T LET THEM BRING YOU DOWN" regala un conforto che fa sperare e che termina con la voce allungata da un eco distorto.

E' chiaro che questo cd non passerà alla storia, ma almeno ha portato giovinezza, allegria e una leggerezza innovativa che in questo momento non è presente se si accende la radio. Tutto questo è maggiormente positivo grazie allo stile dei KOOKS, che rendono semplice la loro musica con veloci assoli di chitarra che si incrociano e giochi di voci su testi non impegnati. Direi che questo album è perfetto per infondere allegria o per allietare una giornata grigia.
SOTTO POTETE GUSTARVI LA COVER CRAZY E OOH LA CANTATI LUNGA UNA VIA DI PARIGI.