CANTANTI, GRUPPI, VIDEO

martedì 6 novembre 2007

BACK TO BLACK (2007)


VOTO 4/5


LA MALEDETTA VOCE DI AMY
Eye Lyner a volontà, capelli di una lunghezza spropositata e spesso raccolti in modi impossibili, peso corporeo quasi da bambina, Tatuaggi discutibili su tutto il corpo e vita spericolata, anche troppo per avere ventitre anni. Questa è la nuova Amy Winehouse, quella che ha sofferto per amore e che si è buttata sull'alcool e sulle droghe scrivendo e cantando canzoni autobiografiche intime e di ottimo livello. Una voce di altri tempi e una vita di altri tempi, ma non troppo viste le recenti pop star che si perdono nello spietato mondo dello showbiz. Però la Winehouse ha qualcosa in più: la sua voce, che esprime al meglio la sua personalità in base agli stati d'animo. In questo cd esce fuori tutto con passionale menefreghismo, solitudine, dolcezza, sofferenza per aver perso il suo amore (il neo marito Blake tanto discusso ma tanto amato dall'inglese). Un amore estremo che ha dato vita a questo lavoro che può davvero mettere la Winehouse fra quelle voci che possono restare nella storia. Ma sta a lei non sciupare l'occasione.


IL CD

Come meglio aprire il cd se non con una canzone che parla di non voler andare a disintossicarsi? REHAB è la colonna sonora di tutte le star che cadono nel baratro e mai come in questi ultimi tempi è un argomento giornaliero. Però la Winehouse ci mette la sua faccia, così indisposta verso tutti che sembra sempre prenderti in giro con la sua naturale e ingenua sfacciataggine. YOU KNOW I'N NO GOOD segue un po' la prima traccia ed è anche il secondo singolo, che racconta la difficoltà ad avere una relazione quando si è difficili caratterialmente e si pensa ancora all'ex affogando nell'alcool. Base davvero ottima, beat coinvolgente che rende il soul quasi un R&B che non ha niente da invidiare a quello di Mary J Blige o Alicia Keys. ME & MR JONES è semplicemente fantastica, la voce della Winehouse si esprime al massimo già nei primi secondi, e sono suoi anche i cori e la chitarra che viene accompagnata da una base così deliziosa che ti viene voglia di tornare indietro agli anni quaranta e ballare stretta al tuo lui. JUST FRIENDS vede ancora la cantante alla chitarra per un pezzo più soft ma comunque interessante nelle melodie, ma è con BACK TO BLACK che si arriva all'apice della qualità, proprio nel mezzo dell'album. La canzone che intitola l'album e che racconta mostruosamente bene il dolore per essersi lasciata con il suo amore (Blake) vede una base stupenda che suonata dal vivo è meno cupa di questa versione, ma sempre ottima per il "palato" delle nostre orecchie e che ricorda nel ritornello le colonne sonore di 007.

Da qui comincia a scendere l'intensità delle canzoni ma non la qualità. LOVE IS A LOSING GAME riporta al Jazz dei primi tempi con una delicatezza vocale che nelle canzoni precedenti non era ancora uscita e che non fa altro che aggiungere meriti alla Winehouse. TEARS DRY ON THEIR OWN è ancora talmente autobiografica che nonostante parli sempre del dolore di essere stata lasciata non stanca grazie all'arrangiamento musicale sempre caldo e coinvolgente. WAKE UP ALONE è davvero splendida. Talmente malinconica che ti verrebbe voglia di consolare la cantante che esprime al meglio la solitudine di svegliarsi da sola dopo tanto tempo passato in coppia. Le ultime SOME UNHOLY WORLD e HE CAN ONLY HOLD HER chiudono il cd parlando della solidarietà per il proprio uomo e il senso di non starci con la testa e col cuore che si prova stando con qualcuno ma pensando ad un altro (ancora Blake).

Un lavoro che fan ben sperare per il futuro e che non può non far venire voglia di sentirlo dal vivo, incrociando le dita con il desiderio che Amy Winehouse non sia ubriaca o fatta da sbiascicare a oltranza. La voce c'è, la vita spericolata pure troppo,ma i presupposti per entrare nella cerchia di quei pochi/e cantanti che restano scritte nella storia della musica ci sono eccome. Certo che la cantante inglese deve mettere su qualche chilo e cercare di non uccidersi troppo in fretta, è troppo giovane per rovinarsi la vita e troppo talentuosa per sprecare l'occasione.
L'ULTIMO SINGOLO BACK TO BLACK IN UN VIDEO MOLTO RETRO'.

martedì 30 ottobre 2007

BLINK 182 (2003)


VOTO 3.5/5

L'EPILOGO MATURO

Di solito è il primo album ad avere il nome omonimo del gruppo, in questo caso i Blink 182 hanno deciso di fare il contrario forse per ricordare ai fans il loro contributo all musica e anche per segnare un cambiamento stilistico proprio nell'ultimo lavoro dei tre californiani. Questo ultimo cd è più curato, soprattutto musicalmente ma anche tematicamente. I suoni non sono più grezzi, anzi sono lavorati per essere puliti ma immediati e i testi sonomeno leggeri rispetto ai primi album e più contorti nell'interpretazione.


IL CD

Molti hanno criticato questo cambiamento, soprattutto per la qualità meno punk delle canzoni. Io invece l'ho apprezzato riuscendo a capire le esigenze dei componenti della band, che sulla soglia dei trenta, con moglie e figli, hanno sentito il bisogno più che il dovere di affrontare magari gli stessi temi ma in modo molto più razionale e meno istintivo.

La prima canzone è anche il primo singolo estratto, FEELING THIS. Canzone che parla del sesso e dell'amore, mettendo a confronto la parte passionale e fisica con quella sentimentale. Bell'intreccio delle voci dei due frontman Hoppus e Delonge. OBVIOUS è molto energica e già qui si sente come il suono della chitarra sia potente ma pulito, mentre in I MISS YOU già il beat rende tutto più particolare e anche la chitarra è soft lasciando spazio ad una canzone molto pop ma con uno stampo quasi Alternative. VIOLENCE è un'altra sorprendente dimostrazione di maturità. Ancora beat sofisticato, voci modulate del bridge più azzeccato degli ultimi tempi.Prima di STOCKHOLM SYNDROME c'è un bel interlude di una lettera che il nonno di Mark scrisse durante la seconda guerra mondiale alla sua amata e allieta prima della partenza della chitarra. Non so quanto la canzone dopo possa essere attinente al titolo che da il nome appunto alla sindrome dell'ostaggio che col passare del tempo sente un profondo legame simbiotico col suo detentore. DOWN è stilisticamente molto poetica e parla della nostalgia della persona amata.


THE FALLEN INTERLUDE fa da break prima di un energica e breve GO che forse tratta un'esperienza di vita di Hoppus ed è subito immediata e bruciante. ASTHENIA ha un intro forse troppo lungo, ma serve per creare l'atmosfera di un'astronauta solo nello spazio, che nonostante ciò non sa se tornare indietro. Una metafora su chi non vede più una vita davanti per delusioni e dolori. ALWAYS è una specie di ballata su due che vedono la loro relazione morire ma che vogliono farla sopravvivere in qualche modo. EASY TARGET calca un po' lo stile dei vecchi Blink ed è piacevole risentire quella chitarra sparata al ritornello con un brigde caotico ma che si stampa in testa. ALL OF THIS è il pezzo migliore e non solo per la collaborazione di SMITH dei CURE che con la sua voce calda e quasi stonata crea da sola l'atmosfera giusta, ma anche il beat e la chitarra riescono ad avvolgere il testo cantato e creare quella nostalgia canaglia velata di malinconia che si prova quando si è quasi sottomessi volontariamente a qualcuno. HERE'S YOUR LETTER non è niente di eccezionale, mentre I'M LOST WITHOUT YOU parte in sordina ma riesce a catturare l'attenzione e alla fine si lascia spazio a BARKER con più di un minuto di melodia e batteria fino al colpo finale di basso.


Un ultimo lavoro che lascia l'amaro in bocca, perchè i Blink 182 sono uno di quei pochi gruppi di cui vai a comprare il cd appena esce perchè sai che ti piaceranno le canzoni e perchè su ogni cd ci sono sei-sette pezzi che difficilmente si dimenticano. Questo ultimo lavoro è un po' diverso, ogni canzone ha qualche particolarità e forse se avessere continuato a maturare avrebbero potuto fare altri buonissimi dischi senza cadere troppo nella routine. Ma evidentemente i rapporti personali o le esigenze musicali hanno fatto prendere a DELONGE una strada più verso l'alternative/new wave mentre Hoppus e Barker sono rimasti ancorati e fedeli allo stile punk rock pop di sempre. Scelte da accettare e comunque la musica dei Blink 182 la ricorderanno molti ragazzi come fase di transizione da ragazzo a uomo, o presunto tale.

TAKE OFF YOUR PANTS AND JACKET (2001)



VOTO 3/5



INNO ALLA SPENSIERATEZZA

I Blink 182 rappresentano la generazione punk rock incazzata e leggera, che pensa a mandare a fanculo tutti e si interessa solo di ragazze/i con tutti gli annessi connessi. Dal 98 al 2002 il gruppo californiano è stato il portavoce di questo insieme di ragazzini con i pantaloni più bassi delle mutande, larghi a dismisura e quasi sempre neri. abbinati a magliette ancora più larghe e cappellino con visiera messo in testa di traverso. Insieme ai Green Day dei primi tempi i Blink rappresentamo questo, un ammasso di ragazzini e ragazzine coi pircieng e tatuaggi che se li fanno per andare contro chi non li accetta, non tanto per piacere personale. Dal punto di vista musicale i Green Day sono stati e sono superiori, ma il suono all'inizio un po' grezzo e principiante dei Blink si è cominciato ad affinare restando sempre nella semplicità immediata del punk rock.

IL CD

In questo penultimo lavoro della band ci sono due tipi di canzone: il primo insieme contiene tutti testi su ragazze, sesso e fine di una storia; il secondo insieme racchiude meno canzoni che parlano di una ribellione verso società, tradizioni e il sistema in generale.

Si parte con ANTHEM PART II che appunto ammonisce la mancanza di una guida per i giovani che si sentono un po' persi per colpa del sistema, ma che non si vogliono fare chiamare stupidi o incapaci. Il basso che apre ONLINE SONG è subito melodico e accompagna la voce di Hoppus che canta le vicende di una storia finita fra due teenagers. FIRST DATE è il terzo singolo estratto dal disco che parla del primo appuntamento in modo molto simpatico e abbastanza veritiero, tutto accompagnato da un buon giro di chitarra nel ritornello. HAPPY HOLIDAY YOU BASTARD è rapida e aggressiva ma solamente un banale sfogo ricco di insulti molto punk ma di certo non da ricordare per meriti musicali. Invece più interessante è l'arrangiamento di STORY OF A LONELY GUY che parla di solitudine e che vede il primo passo avanti della band per suoni e testi più maturi, ma pur sempre stra orecchiabili e più punk pop. THE ROCK SHOW è il primo singolo che ha lanciato questo lavoro, sicuramente lo stile Blink è espresso pienamente e considerando che è uscito a fine primavera è la canzone dell'estate 2001 per eccellenza. Il ritornello e la fine sono le cose più riuscite. STAY TOGETHER FOR THE KIDS (secondo singolo) è un po' la ADAM'S SONG dell'album, parla di problemi familiari visti dagli occhi dei figli e un profondo malessere nel vivere male tutta la situazione sentendo un profondo senso di ingiustizia. ROLLER COASTER parte con riff di chitarra e basso, con il testo che parla del ricordo di un amore. Altra prova di maturità con RECKLESS ABANDON con un inizio lento e malinconico di DELONGE e poi la chitarra con un riff azzeccato e tutta la canzone molto coinvolgente, compreso un bridge molto rapido ma che si imprime subito nella mente.

La cover EVERYTIME I LOOK FOR YOU è forse un po' troppo caotica ma con il chorus orecchiabile. GIVE ME ONE GOOD REASON tratta ancora il tema adolescienziale del sentirsi diversi anche solo per il modo di vestire e traccia un po' una divisione fra maschi e femmine. La penultima traccia SHUT UP è un completo vaffanculo verso qualcuno che vuole imporre qualcosa con la forza, ma ancora una traccia troppo caotica e la voce di Hoppus tende a stancare alla fine della canzone. PLEASE TAKE ME HOME è la canzone che chiude, a parte le varie bonus tracks presenti, l'album in modo leggero ma molto melodico, parlando di una coppia un po' diversa e che non riesce a trovare un punto in comune.

L'ultima cosa da dire su questo cd è l'evidente miglioramento da parte di TOM DELONGE sia musicalmente che nel componimento dei testi e la sua esecuzione, mentre MARK HOPPUS è un buon bassista ma per i suoi testi tende ad essere ancora un po' banale e scontato. La batteria non ha un ruolo fondamentale in questo cd, ma TRAVIS BARKER picchia forte e si sa, ma non è l'elemento principale anche se sempre fondamentale, soprattutto nel punk rock. Considerando la semplicità dei Bink questo è un buon album che può allietare l'estate o semplicemente una serata.

SOTTO IL VIDEO DEL SINGOLO STAY TOGETHER FOR THE KIDS





venerdì 26 ottobre 2007

UNPLUGGED (2005)


VOTO 5/5


UN BRIVIDO PERFETTO

Si sa che il marchio americano è quello della perfezione. Basta guardare lo sport, o anche una delle tante feste nazionali made in USA per capire come tutto deve essere studiato a puntino ed essere provato e riprovato finchè anche i capelli si muovano allo stesso modo della volta precedente. Anche in questo Unplugged di Mtv è tutto praticamente studiato e ripetuto a memoria, senza colpi di scena, vocalizzi improvvisati o microfoni spenti al momento sbagliato. Potrebbe andare a stufo un live così, ma quando c'è in primo piano qualcosa che già per conto suo rende tutto magico il resto passa in secondo piano e non rende questa magia pesante. Questo qualcosa è la voce di Alicia Keys, passionale, precisa, potente... praticamente perfetta.


IL CD

Citare tutti i pezzi sarebbe noioso e toglierebbe il brivido regalato al primo ascolto dell'album, che si apre con una preghiera cantata e subito con il ritmo di KARMA e HURT BURNIN, accorciate e riarrangiate per l'occasione. Non c'è niente fuori posto e tutto è splendido mentre la Keys intona A WOMAN'S WORTH come se fosse la prima volta e con il coro che è sempre puntuale e in assoluta armonia e fintamente improvvisato in alcuni momenti. Il nuovo pezzo UNBREAKABLE come STOLEN MOMENTS non è niente di stratosferico, ma sempre coinvolgente. Il massimo comincia con la cover HOW COME YOU DON'T CALL ME rivisitata e decisamente più accattivante rispetto a quella registrata per l'album d'esordio. La potenza e la passionalità hanno secondo me il suo apice con IF I WAS YOUR WOMAN, in questa versione soft che poi si apre alla fine che riesce a spiegare perchè certe cantanti possono solo essere apprezzate e ammirate dal vivo, cioè quando tutto è immediato. Ancora melodia con IF I AIN'T GOT YOU, pezzo amato dalla Keys e che a detta sua non riesce mai a stancarsi a cantarlo ogni volta.

Una piccola "pausa artistica" con una cover e un pezzo recitato tratto dal libro della Keys con sottofondo molto suggestivo, per poi tornare ai grandi livelli grazie alla canzone WILD HORSES dei Rolling Stones e il duetto con ADAM LEVINE, prima collaborazione del live. Davvero due voci talmente armoniose ma allo stesso tempo malinconiche per una poesia scritta da Mik Jagger e Keith Richard da riuscire a esaltare in tutto il suo splendore dialettico e musicale un'ennesima perfetta rivisitazione della versione originale tutta chitarra e voce. Pezzo commovente e di livello superlativo, grazie anche a Levine. Dopo di nuovo una hit, DIARY, che ancora si rinnova dalla versione del disco anche grazie alla splendida voce dell'unico corista uomo a disposizione della Keys che regala un finale emozionante, in acuti passionali e molto molto black. YOU DON'T KNOW MY NAME segue quasi fedelmente il pezzo registrato e poi FALLIN', che accenna al gospel sia all'inizio che alla fine, ma soprattutto l'intro trasporta tutti alla strofa e ritornello, ancora più accentuati nei vocalizzi estremi e poi un bridge assolutamente PERFETTO, che regala l'ultimo grande brivido.

Per me poteva concludersi tutto così, ma ci sono ancora due pezzi in medley che vedono la partecipazione di COMMON, DAMIAN MARLEY E MOS DEF che rendono forse tutto un po' caciarone rispetto alla classica linea degli Unplugged, ma come non si fa a perdonare questo piccolo neo ad un live così. E' tutto così perfetto e studiato a memoria che pensarci potrebbe togliere l'entusiasmo che l'album ti regala, ma poi pensi che è impossibile che anche la Keys e i suoi coristi non si emozionino quando si sentono così, come fossero un'unica cosa con la musica. Quella vera.

ECCO LA MAGIA DI WILD HORSES FEAT. ADAM LEVINE

martedì 23 ottobre 2007

SONGS ABOUT JANE (2003)


VOTO 3,5/5


UN SUONO NUOVO DA L.A.

Sentire questo cd per la prima volta non mi ha provocato nessuno sconvolgimento. Forse perchè troppo abituata ancora a certi stili e generi sempre più simili e ripetitivi. Dopo vari ascolti però sono riuscita a cogliere l'essenza musicale dell'album, questo Pop/Rock con leggere (ribadisco leggere) ma incisive comparse di melodie soul. La voce di ADAM LEVINE aiuta ad entrare nello spirito molto lirico dei pezzi e se ne resta affascinate per la sua adattabilità e trasparenza, soprattutto dal vivo. Peccato che poi il vortice inarrestabile del business porta a cadere nel ripetitivo sopra citato e che non abbia risparmiato i Maroon 5. La colpa è in gran parte loro, si sa che il profumo dei soldi è come quello dell'arrosto quando lo stomaco brontola e che i menu offrono arrosti di ogni tipo, quindi perchè non sedersi al tavolo dello show biz e mangiare fino ad esplodere?

IL CD

La partenza di SONGS ABOUT JANE è subito movimentata da beat decisi e dalla chitarra di HARDER TO BREATHE per poi essere seguito dal singolo hit THIS LOVE assolutamente orecchiabile, ballabile e canticchiabile, trio che è sinonimo di successo immediato. SHIVER già sfuma in un ritmo cadenzato e molto sensuale con la voce di Levine che non può che aiutare ad accentuare lo spirito sexy del pezzo. SHE WILL BE LOVED è la ballata pop per eccellenza e singolo che li ha praticamente serviti al pubblico di ragazzine dal cuore spezzato e non, con la sua melodia penetrante e impossibile da non ricordare. TANGLED mi ha colpito per il saper distinguersi dal resto con appunto uno stile pop/soul niente male, ma si ritorna al pop puro con THE SUN e MUST GET OUT, due pezzi carini, ma niente di più.

SUNDAY MORNING è l'ultimo singolo estratto dall'album e forse il migliore rispetto agli altri, per la sua capacità di entrare in testa ed essere così dolce e domenicale da volerlo ascoltare ogni domenica mattina, anche se c'è il sole. SECRET porta il livello ad un piano superiore, non di molto rispetto al resto, ma la dolcezza e acutezza della chitarra scandisce e crea un'atmosfera sensuale e sessuale, ma la cieligina sulla torta è la voce di Levine, assolutamente espressa al massimo in questa canzone. Il ritornello e il pre ritornello sono le cose da evidenziare di THROUGH WITH YOU. In NOT COMING HOME non era certo indispensabile il sottofondo del pubblico, sarebbe stata bella anche in versione studio. Di nuovo la chitarra e la voce riescono ad andare a braccetto come poche altri riescono a fare e questo senso di rivalsa espresso nel testo esce soprattutto alla fine, nel ritornello cantato pacatamente e ancora una volta sensualmente da Levine, che nella canzone che chiude il disco THE SWEETEST GOODBYE lascia andare appunto tutta la sua dolcezza e chiude con una punta di malinconia un disco che ha meritato l'attenzione che ha avuto, ma soprattutto per i pezzi che non sono stati singoli, molto più particolari e quelli che avrei voluto i Maroon 5 portassero avanti, ma sfortunatamente non l'hanno fatto.

Se devo aggiungere qualcosa, direi che se fossi la Jane alla quale è stato dedicato tutto l'album mi sentirei molto lusingata e me ne vanterei anche un po', ma dall'altro lato tutte le ragazze mi darebbero della stupida per essermi lasciata scappare un bel pezzo di ragazzo quale è Levine. Ma tutto non si può avere dalla vita.
Sotto una versione acustica della hit SHE WILL BE LOVED, da gustare.